GMM: i messaggi di alcuni ministri

Roma – In occasione della conferenza stampa per la presentazione della Giornata Mondiale delle Migrazioni sono pervenuti alla Fondazione Migrantes diversi messaggi. Ala conferenza stampa erano presenti il Prefetto Angelo Prima, in rappresentaza del Ministero degli Interni e il Dr. Giuseppe Greco in rappresentaza del Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport.
Pubblichiamo un estratto di alcuni dei messaggi pervenuti. I testi integrali sul sito www.migrantes.it.
 
Giulio Terzi (Ministro degli Esteri): “Di fondamentale importanza <è l’incessante lavoro svolto dalla Chiesa cattolica e dalle sue strutture, impegnate nella missione pastorale, di assistenza ai più deboli e ai più bisognosi…I grandi principi della Chiesa corrispondono alle fondamentali sfide del mondo laico, chiamato a compiere scelte politiche ed economiche  per tutelare la dignità e i diritti delle persona, promuovendo lo sviluppo, la pace e la tolleranza. Le politiche di integrazione hanno il compito di conciliare esigenze apparentemente contraddittorie, garantendo pari opportunità ai nuovi arrivati e trovando al tempo stesso il giusto bilanciamento per evitare di perseguirne un’assimilazione forzosa senza però che si formino gruppi separati su base religiosa o etnica, che possono rappresentare potenziali focolai di tensioni. Occorre dunque raggiungere un equilibrio orientato alla tutela dei diritti e delle condizioni di vita dei migranti, al rispetto della legalità e alla prevenzione di quelle situazioni di disagio all’interno delle comunità che possono sfociare in fatti drammatici, come quelli tristemente vissuti di recente a danno di alcuni cittadini senegalesi a Firenze”.
 
Andrea Riccardi (Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione: “Ringrazio la Fondazione Migrantes e il suo Direttore, Mons. Perego, per l’invito a dare un mio contributo in occasione di una giornata così speciale e così fortemente voluta dal Papa. Dopo il 18 dicembre, “Giornata mondiale del migrante” proclamata dalle Nazioni Unite per garantire i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, ecco una giornata che celebra il migrante e il rifugiato semplicemente come persona. Migrantes è, come sappiamo, l’organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti italiani e stranieri, promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti ed opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, e stimolare la comprensione delle diverse identità in un clima di pacifica convivenza, rispettosa dei diritti della persona umana. Questo perché, per il cristiano, l’accoglienza e la solidarietà verso lo straniero non costituiscono soltanto un dovere umano di ospitalità, ma una precisa esigenza che deriva dalla stessa fedeltà all’insegnamento di Cristo. Un insegnamento che rivolge un’attenzione speciale agli “ultimi” e ai “bisognosi”, tanto più che in essi indica una fonte privilegiata di ricchezza spirituale: non solo nel senso che i poveri sono spesso ricchi di spirito, ma anche nel senso che possono suscitare in noi i migliori sentimenti, facendoci diventare a nostra volta migliori. …Compito essenziale del politico, o di chi come me è stato prestato alla politica, è quello di rintracciare i bisogni e le risorse, rimediando alle forme di emarginazione ed attingendo alle miniere di ricchezza che sono presenti nella società. Ebbene, così come, secondo il Papa, i migranti non sono solo destinatari ma anche protagonisti dell’annuncio evangelico, essi sono non solo destinatari ma anche protagonisti di politiche ed azioni di rinnovamento sociale”.
 
Piero Gnudi (Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport): “I migranti nel mondo sono sempre di più: 214 milioni, la cifra fornita dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e contenuta nel Vostro ultimo Dossier Statistico, ci dà il senso di quanto sia vasta la mobilità umana in un mondo sempre più globalizzato e di quanto il nostro Paese sia direttamente coinvolto nel processo migratorio, per i 4 milioni di italiani che vivono attualmente all’estero, per i quasi 5 milioni di stranieri residenti in Italia ma soprattutto per le sofferte emigrazioni dei cittadini italiani che hanno segnato la nostra storia postunitaria. Il nostro paese è stato profondamente segnato da questo fenomeno e non bisogna mai dimenticare quanto ciò abbia inciso tra fine ‘800 e inizio ‘900, fino a cambiare la fisionomia di intere regioni italiane oltre che ad influenzare l’economia e la demografia di altri paesi.
La memoria e il presente, con gli scenari mondiali che mutano con rapidità – dalla crisi economica alla Primavera Araba, fino alle guerre tuttora in corso e alle calamità naturali –ci ricordano quanto sia doloroso lasciare il proprio Paese e quanto sia forte e naturale  il desiderio di una prospettiva di vita migliore. Se si emigra e si affrontano grandi sofferenze è perché si spera davvero nella concreta possibilità di una vita migliore. Ciò alimenta energie e motivazioni che sono sicuramente preziose ai paesi che accolgono queste donne e questi uomini. L’Italia, per la sua posizione geografica, intercetta, più di altri, i flussi migratori provenienti da Nord Africa ed Oriente. Siamo spesso una terra di transito più che una meta finale di viaggi che sono comunque  lunghissimi,  faticosi e troppo spesso molto dolorosi – come ci ricorda il fenomeno degli sbarchi a Lampedusa.  
E’ per questo che il messaggio del Santo Padre è per noi carico di significato profondo e traccia la rotta di un percorso di inclusione che deve vederci tutti protagonisti oltre che testimoni, ciascuno in base all’incarico che ricopre. Non possiamo sottrarci al dovere dell’accoglienza e della solidarietà, un dovere di cittadini di un Paese democratico e un valore imprescindibile di civiltà cristiana e  laica.  
Un quadro di regole chiare che dia ordine ai flussi migratori, anche attraverso la cooperazione internazionale, e ponga fine a turpi traffici di esseri umani, come ha recentemente sottolineato il Presidente Napolitano, è imprescindibile e non più rinviabile e insieme dobbiamo lavorare in questa direzione, perché la mescolanza di persone e popoli sia e continui ad essere un motivo di arricchimento per tutti.
 
Piero Giarda (Ministro per i Rapporti con il Parlamento): “Le migrazioni pongono davanti alle società molti interrogativi. Tante e diverse sono le motivazioni che spingono milioni di esseri umani a spostarsi dai loro Paesi. Chi viene in Italia lo fa solitamente in cerca di lavoro o di rifugio. Per chi è mosso da esigenze economiche la politica dovrebbe riuscire a creare le condizioni affinché la ricerca di un impiego possa essere agevolata. Per chi fugge da uno stato di pericolo e riesce a mettere in salvo la propria vita le condizioni d’ingresso nella società sono diverse. Ma in entrambe i casi l’obiettivo è dare loro la capacità di un inserimento stabile , il diritto ad una esistenza dignitosa e l’opportunità di fornire un contributo alla crescita del paese che li ospita.
Va considerato che gli immigrati non sono solo forza lavoro ma portatori di idee, culture, sentimenti, sensibilità e spiritualità. Per questo riveste un ruolo di fondamentale importanza l’opera di accoglienza che molto efficacemente svolge la Chiesa.
Questa Giornata è quindi un’occasione per riflettere sul valore aggiunto che i migranti e i rifugiati possono apportare alla nostra società”.
 

Giampaolo Di Paola (Ministro della Difesa): “Viviamo oggi in un periodo nel quale è necessario, più che mai, richiamarsi agli irrinunciabili valori dell’impegno per la pace, della solidarietà e della fraterna accoglienza. L’inarrestabile processo di globalizzazione se, da un lato, favorisce il superamento dei tradizionali confini, dall’altro, origina troppo spesso timori e diffidenze che vanno superati perché la globalizzazione possa costituire una opportunità dove le differenze culturali siano valorizzate a beneficio di una crescita collettiva”