Torino – “Gesù è venuto per unire l’umanità dispersa dal peccato e perché di tante pecore si faccia un solo gregge sotto la guida di un solo pastore. La sua nascita segna l’inizio di questa novità assoluta in un mondo dominato dalla divisione, dalle contrapposizioni e dagli egoismi, che accentuano le differenze come muri di separazione tra le persone, le famiglie, i popoli, le religioni e le culture. L’Epifania è la festa dell’incontro tra diversi, della riconoscenza e dell’accoglienza gli uni verso gli altri, della condivisione della stessa strada verso l’unico Dio e Signore che quel divino Bambino di Betlemme ha rivelato e portato sulla Terra”.
E’ uno dei passaggi dell’omelia pronunciata questa mattina dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia nella Messa in cattedrale in occasione della Festa dei Popoli.
I Magi, con il loro viaggio a Betlemme – ha spiegato il presule – rivelano che Gesù “ha reso il mondo come una grande casa comune. Egli non è nato solo per la sua famiglia naturale e la comunità del suo popolo, ma per tutta l’umanità. Un’umanità divisa da tante barriere culturali, etniche, religiose, sociali che lui ha unito, perché di tutti si è fatto fratello, amico e salvatore. Le diversità restano, ma possono diventare una risorsa. Sarebbe ingenuo e presuntuoso immaginare un’umanità priva di quella multiforme ricchezza di valori che la storia e le tradizioni di un popolo e di una civiltà hanno via via accumulato nei forzieri della memoria, della religione, della cultura. Occorre non solo accettare e tollerare tali diversità, ma conoscerle, valorizzarle e promuoverle per renderle una risorsa positiva per tutti”.
“A tanti vostri connazionali – ha aggiunto mons. Nosiglia rivolgendosi ai tanti immigrati presenti – che lontani dalla loro terra, tradizioni e cultura, si allontanano dalla fede professata e vissuta con gioia e rischiano di aderire a sette o ad altre confessioni religiose, facciamo risuonare nel cuore la Parola di Dio e invitiamoli con amore a partecipare alla nostra comunità cristiana, aiutiamoli a comprendere che la fede ricevuta dai loro padri e anziani è la stessa che qui a Torino si può celebrare e vivere con la stessa intensità e gioia insieme a tanti fratelli e sorelle della nostra stessa nazione e delle comunità cristiane del territorio”.
Ai rifugiati che chiedono asilo, fuggiti da persecuzioni, violenza e pericoli di ogni genere, “annunciamo – ha detto – la giustizia e la pace che nascono dalla fede cristiana e mediante concreti gesti di accoglienza e operiamo perché siano riconosciuti i loro diritti umani e civili, il rispetto della loro dignità umana,la consapevolezza dei loro doveri. Per loro chiediamo di snellire le pratiche burocratiche per poter avere entro tempi certi e brevi il permesso di soggiorno e avviare così una vita di lavoro e di inserimento nella società”.
Ai numerosi bambini e giovani delle famiglie degli immigrati “annunciamo la gioia di crescere insieme nella stessa comunione di vita e di cittadinanza, e lavoriamo perché nelle scuole, all’università, negli oratori e nelle parrocchie come nella società possano integrarsi con i ragazzi e giovani italiani e di altri popoli per dare vita a un futuro di progresso umano e sociale condiviso dagli stessi diritti e doveri, propri di ogni persona che abita nel nostro Paese”, ha affermato mons. Nosiglia concludendo che in questo giorno dell’Epifania, in cui Cristo si manifesta Salvatore di tutte le genti, desidero rivolgere il mio saluto e augurio ai fratelli e sorelle immigrati delle comunità cattoliche di rito bizantino e ai fratelli e sorelle ortodossi provenienti dalla Serbia, dall’Ucraina, dalla Moldavia, dalla Romania, dalla Bulgaria, della Chiesa copta di Egitto che vivono e lavorano tra noi. Per loro, infatti, oggi è una grande festa, perché celebrano il Natale. Voglia Cristo Signore, per intercessione di Maria Santissima, accogliere le loro preghiere e far risplendere su di essi, sulle loro famiglie e comunità la luce del suo volto. Anche ai credenti di altre religioni rivolgo il mio saluto e invoco Dio, santo, giusto e misericordioso affinché ci aiuti a promuovere il dialogo interreligioso, la conoscenza e il rispetto delle reciproche tradizioni, la collaborazione per costruire una società più giusta e pacifica per tutti, dove ogni persona possa trovare accoglienza, integrazione e amore”.


