Rimini – Insieme ai rom. Per dire che insieme soltanto si può ricominciare. L’Associazione Giovanni XXIII di Rimini ha festeggiato la fine dell’anno a Riccione, presso la chiesa di San Francesco, con un incontro di preghiera e di accoglienza insieme a un centinaio di rom e sinti provenenti da tutte le parti d’Italia, dove l’associazione fondata da don Benzi gestisce case famiglia e d’accoglienza per le persone in difficoltà, fra cui zingari e nomadi.
L’incontro di canti e lettura del Vangelo si è concluso con la preghiera di ringraziamento per il 2011 e per invocare la benedizione di Dio sul 2012.
“L’incontro è una diretta conseguenza con quanto ci disse il papa Benedetto XVI a giugno nell’udienza in sala Nervi proprio con 2mila rom, indicando loro come esempio il beato Zefirino, gitano spagnolo ucciso durante la guerra civile: ‘Il popolo zingaro è nel cuore della Chiesa’”, spiega Alberto Zucchero, referente del settore rom della Giovanni XXIII, che a Bologna condivide con la moglie Cristiana una famiglia aperta con 4 figli e una ragazza madre ghanese con figlio.
“Nelle nostre case famiglia e case d’accoglienza, noi abbiamo sempre un posto anche per questi fratelli”. Sono molte le case degli amici di don Benzi aperte ai rom: oltre alla Capanna di Betlemme di Rimini, quella di Bologna, vicino alla stazione, accoglie una famiglia rom con 6 bambini e nel vicino comune di Castelmaggiore il cortile di una casa famiglia in diversi anni ha accolto 6 famiglie rom, con oltre 40 persone. Nell’altro comune bolognese di Ozzano, la casa famiglia dei Tonelli a Mercatale accoglie una madre rom con 4 bambini. (Quinto Cappelli – Avvenire)


