Roma – La metà delle famiglie straniere in Italia è economicamente vulnerabile. Una percentuale tre volte superiore a quella delle famiglie italiane. Il dato è stato diffuso dall’Istat che ha presentato una indagine sui “redditi delle famiglie con stranieri”, congiuntamente con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Dall’indagine emerge che gli stranieri lavorano prima, vivono del proprio lavoro ma guadagnano meno degli italiani. E la situazione potrebbe anche essere peggiore, visto che la rilevazione statistica è fondata sui dati del 2008/2009, prima dell’arrivo in Italia dell’onda lunga della crisi internazionale.
I dati sottolineano che il 43,9% delle persone che vivono in una famiglia con stranieri è a rischio povertà. Quota che sale al 49,1% se la famiglia è composta da soli stranieri: una persona su due. Mentre scende al 32,7% se si tratta di una famiglia mista. “
“Dal rapporto – ha detto il Presidente dell’Istat Giovannini – è emersa una differenza forte in termini di reddito tra le famiglie italiane e le famiglie straniere. C’è anche una grossa differenza in base all’appartenenza di una rispettiva comunità e anche rispetto al periodo di permanenza in Italia. Il rischio povertà raddoppia per le famiglie composte da soli stranieri mentre si attenua per le miste”.
L’indagine dell’Istituto di Statistica Italiano evidenzia che l’indicatore di “grave deprivazione materiale” conferma le condizioni economiche peggiori per chi vive nelle famiglie composte solo da stranieri rispetto a quelle di soli italiani, il 17,1% contro il 6,0%. Maggiormente in difficoltà nel nostro Paese, secondo lo studio dell’Istat, sono i marocchini con una percentuale di deprivazione materiale del 32,2%, i tunisini con il 26,6%, gli indiani con il 25,4%.


