Pozzuoli – Quest’anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà celebrata a livello regionale in Campania nella diocesi di Salerno e nella diocesi di Pozzuoli daremo un momento particolare di segni di evangelizzazione la domenica successiva (22 Gennaio 2012) presso la Rettoria San Marco in via Roma, 50 Pozzuoli, alle ore 12.00 con una liturgia eucaristica alle ore 12,00. Nell’ispirazione del Santo Padre sull’apostolato verso la Famiglia immigrata- Profughi e richiedenti Asilo politico – Studenti immigrati universitari. Questi sono i nostri obiettivi di apostolato, non solo per l’anno 2012 ma come iter della Migrantes Diocesana.
Seminare nel profondo: Mc 6, 7 – 13 (Gesù) Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due…
Se ci scegliessimo noi il modo di fare, di operare, potremmo spesso essere interiormente erosi dalla domanda: Ma ho fatto veramente ciò che dovevo? Invece la coscienza di essere mandati è una grande forza, una forza per tutti i momenti della vita. E addirittura in Deuteronomio si legge che anche la morte è comandata: “Mosè morì per ordine di Dio” (34,5). In qualche modo tutto rientra in questo mandato del Padre.
Anche noi dobbiamo con spirito di fede ricordare e riconoscere che siamo mandati e comandati nel nostro apostolato. Questo non vuol dire che non ci debbano essere prudenze, precauzioni, ecc., ma vuol dire che quando uno ha la coscienza di essere mandato, può andare avanti tranquillamente senza lasciarsi vincere dalle difficoltà. Se poi guardiamo il metodo usato da Gesù per la missione, vediamo che si basa molto sugli incontri personali… “apostolato della strada”, la missione evangelizzatrice dei poveri, dei senza tetto, dei rifugiati e dei profughi. L’Evangelizzazione è sempre a tu per tu. Parte da un contatto, da persona a persona. E questo ci dà una grande gioia perché, certo, può darsi che le circostanze concrete della nostra missione non siano le migliori, che l’organizzazione non sia bene oliata, comunque un cristiano ha sempre modo di incontrare le persone e può dire loro una parola, dare loro se stesso come messaggio. La natura dell’evangelizzazione è così: non è comunicazione di una notizia al di fuori di noi, ma è qualcosa che abbiamo dentro noi stessi e consegniamo ad altri come tesoro prezioso.
L’evangelizzazione nasce dagli incontri personali, per questo all’inizio si contenta anche dei piccoli numeri. Gesù manda gli apostoli perché ciascuno incontri le persone, qualsiasi persona, senza discriminazione e senza distinzione, e porti la parola di vita, la forza. Certo, bisogna anche far conto dei numeri, ma non è questo il metodo fondamentale; ma è la testimonianza personale che è data dall’incontro di ciascuno con il suo prossimo.
Un’altra caratteristica del nostro mandato, quindi della Migrantes, appare molto chiara: la povertà, la missione scelta di una presentazione di sé umile e povera. Non con un accompagnamento di eserciti, ma nella povertà e nella semplicità, così come si è. Questo non significa che bisogna eliminare tutto perché, a seconda dei bisogni e circostanze, si possono usare strumenti che aiutino, ma sono sempre da considerarsi come aiuti, in modo che prevalga il metodo umile e povero di evangelizzare. Così la Migrantes continuerà a essere se stessa, continuerà a vivere il suo mandato perché viva la vita in mezzo ai poveri come ha vissuto Gesù, che era povero fra i poveri, e quindi potrà comprendere meglio i poveri e la povertà di ogni persona e mettersi nella giusta relazione con Dio, che è di umiltà, di gratitudine e di abbandono a Lui. Noi Migrantes, se proclamiamo il Vangelo ad ogni persona, troveremo nel Vangelo stesso il nostro dono, la nostra ricompensa. L’invito è quello di sensibilizzare questa giornata nelle proprie comunità parrocchiali. (Don Paul John)


