Rom: integrazione possibile. La storia di Marina

Roma – La storia di Marina è come una bella fiaba, capace di raccontare molto di quanto potrebbe essere fatto per i rom nel nostro Paese. Sembra contenere tutti gli elementi utili a capire di cosa potrebbe essere fatto il riscatto dai campi ai margini delle città, per una integrazione possibile e duratura. Una emancipazione, quella di Marina, figlia non solo della buona volontà ma anche del potere che può avere un tessuto sociale solidale e forte. Come quello di Sinnai, piccolo paese della provincia di Cagliari che a una famiglia rom con quattro figli ha dato un sostegno esemplare, abbracciando un progetto concreto di emancipazione dalla baraccopoli. Appena ventenne, Marina qualche anno fa ha saputo immaginare una nuova prospettiva di vita, per sé e per i suoi figli. Lasciando il campo, è approdata sui banchi di scuola dove ha im¬parato a leggere e scrivere. Poi la tappa del diploma e una specializzazione di mediatore culturale. La vita è cambiata con il trasferimento a Sinnai e un nuovo compagno di vita accanto. Una trasformazione contagiosa e benefica anche per sua figlia Maria, 12 anni, divenuta una delle più brave e diligenti alunne della sua classe. Ad aiutare Maria a farcela in aula e nella vita, non solo il buon esempio della mamma, ma anche il buon vento che spira fra gli abitanti di Sinnai: “Non si è mai sfiorata la questione del razzismo o di atti di intolleranza – hanno fatto sapere dalla scuola – tanto che la ragazzina è ben voluta da tutti e continua a studiare con grande profitto”. Ma l’abbraccio solidale del piccolo centro del cagliaritano si è spinto anche oltre: in assenza del permesso di soggiorno della mamma, la ragazzina ha rischiato di non poter partire in gita d’istruzione a Firenze. Un’esclusione scongiurata dalla catena di solidarietà attivata dalle insegnanti con un’istanza finita sul tavolo del garante provinciale dell’infanzia Gianluigi Ferrero che ha risolto la questione. I successi inanellati dalla famiglia di Marina non sono finiti: la fondazione Anna Ruggiu ha voluto riconoscere all’alunna i meriti del suo impegno scolastico, offrendole una borsa di studio che le consentirà di proseguire. (P. Simonetti – Avvenire)