Minori rom: presentate oggi due ricerche

Roma – “Se c’è un fatto immediatamente riconoscibile sul piano culturale e sociale, alimentato dagli strumenti dell’informazione, è che il mondo dei Rom e dei Sinti, diversamente chiamato dei nomadi e degli zingari, subisce continue letture segnate da pregiudizi e stereotipi. Ma la cosa più grave è che stereotipi e pregiudizi nella lettura del mondo dei Rom e dei Sinti talora coinvolgono anche l’animazione e l’assistenza sociale producendo non solo informazioni false, ma ingiustizie sul piano giuridico”. E’ quanto ha detto oggi pomeriggio mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes intervenendo alla presentazione di due due ricerche sull’adozione e l’affidamento dei minori rom ai servizi sociali e sui rapimenti da parte dei rom di minori gagé.

 
I due studi, commissionati dalla Fondazione Migrantes al Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale dell’Università di Verona e alla direzione del Prof. Leonardo Piasere, rispondono a interrogativi differenti ma complementari. Come si legge nella presentazione di una delle due ricerche, infatti, “visto che i non zingari dicono che gli zingari rubano i bambini, e visto che i sinti e rom dicono invece che sono i non zingari che si appropriano dei loro figli chi ha ragione?”.
Le due ricerche – ha spiegato mons. Perego- sono due parti di una sola ricerca commissionata dalla Fondazione Migrantes al Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale dell’Università degli studi di Verona. L’augurio è che queste pagine “diventino – ha detto – anche un luogo culturale, sociale ed ecclesiale per scoprire come ‘abitare la soglia’, costruendo incontri e relazioni, opinioni e informazioni che aiutino a riconoscere la ‘differenza’ piuttosto che allontanarla e mutilarla”.
La Fondazione Migrantes intende nel 2012 continuare il proprio lavoro di ricerca e di collaborazione con l’Università degli studi di Verona, approfondendo il tema della “famiglia rom”, attraverso una ricerca su un caso di studio riguardante Torino. L’occasione – ha detto ancora mons. Perego – è quella di indagare innanzi tutto il modello educativo famigliare rom, centrando l’attenzione su quei modelli culturali che caratterizzano l’educazione e la tutela dei minori all’interno del contesto famigliare relativamente a quelle situazioni in cui interviene il percorso di tutela sociale e/o civile”.
Le due ricerche presentate oggi – ha concluso mons. Perego – a partire dai minori pongono ancora “l’annoso problema del riconoscimento come ‘minoranza’del mondo dei Rom e dei Sinti nel nostro Paese: una minoranza che presenta una storia – come aveva ricordato Benedetto XVI – ‘complessa’ e ‘dolorosa’, spesso carica di sofferenze e discriminazioni, che attraversa l’unità dell’Italia”.