Dossier Immigrazione: la relatività delle frontiere

Roma – L’astronauta Paolo Nespoli dell’Agenzia Spaziale Europea ha ricordato che dall’alto la terra appare senza confini; questi ultimi però esistono e si fanno sentire, pur senza che ne consegua una chiusura ermetica, tanto più impossibile in un mondo globalizzato. Nel 2010 sono stati rilasciati 1.543.253 visti per l’ingresso in Italia, ma sono ben più numerose (40 milioni) le persone venute per almeno un pernottamento; se ad esse si aggiungono i viaggiatori di un solo giorno, sono 200mila gli arrivi giornalieri dall’estero, che in un anno assicurano all’Italia entrate valutarie per oltre 29 miliardi di euro (Banca d’Italia). È in tale contesto che si inseriscono anche i flussi irregolari. Nel 2010 sono stati registrati 4.201 respingimenti alle frontiere e 16.086 rimpatri forzati, a fronte di 50.717 persone rintracciate in posizione irregolare; secondo stime, nell’insieme gli irregolari presenti in Italia sarebbero circa mezzo milione, 1 ogni 10 in posizione regolare. Nel 2010 le persone sbarcate sono state 4.406 (contro le 36.951 del 2008 e le 9.573 del 2009), ma gli sbarchi sono ripresi nel 2011 a seguito degli sconvolgimenti politici della Tunisia, dell’Egitto e della Libia.

 
Nei costosi Centri di identificazione ed espulsione (Cie), anche a seguito del protrarsi del trattenimento, sono sempre più ricorrenti le proteste, da ultimo da parte delle persone in fuga dal Nord Africa. Nel 2010 vi sono transitati 7.039 immigrati, con una permanenza media di 51 giorni; ma la possibilità di trattenimento è stata portata a 18 mesi, la stessa durata della custodia cautelare in carcere prevista per gli indagati per associazione mafiosa, sequestro di persona, pornografia e violenza sessuale. Da un’interpellanza parlamentare alla Camera dei Deputati risulta che la retta giornaliera in un Centro costa 45 euro, mentre l’espulsione effettiva di un immigrato è valutabile,
nel complesso, fino a 10mila euro. Nonostante gli accordi bilaterali in tema di riammissione, nemmeno la metà delle persone trattenute è stata effettivamente rimpatriata (3.339), mentre più di un sesto è stato dimesso per scadenza dei termini. La Corte di giustizia europea ha dichiarato contraria alla direttiva comunitaria sui rimpatri la norma italiana che considera l’immigrazione irregolare reato con la previsione del carcere per l’interessato che non ottemperi all’ordine di lasciare l’Italia. La cosiddetta “tolleranza zero” non assicura di per sé l’efficacia auspicata, per la quale vanno azionate anche altre leve. Con l’inasprimento delle norme si rischia di peggiorare la situazione delle carceri italiane, che lo studio del “Center for Prison Studies” del King’s College di Londra ritiene tra le più sovraffollate d’Europa, con una capienza regolamentare di 45.732 posti e una tollerabile di 67.707, peraltro quasi raggiunta (67.394 detenuti al 30 giugno 2011, di cui il 36% stranieri).
Al sovraffollamento si aggiungono la carenza di personale penitenziario, la scarsità di posti di lavoro (ne usufruisce appena un quarto dei detenuti), la riduzione delle ore d’aria, il razionamento dell’acqua, l’indisponibilità dei prodotti per l’igiene e i ricorrenti casi di autolesionismo e di tentato suicidio dei detenuti, per cui si vanificano le finalità rieducative della detenzione.