Roma – Continuare a contribuire al miglioramento del sistema nazionale di richiedenti e titolari di protezione internazionale: è l’obiettivo generale della seconda annualità del Progetto “Nautilus – verso l’integrazione soci economica”, finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati P.A. 2010 – Azione 1.2.A , che vede il Consorzio Connecting People come capofila e AICCRE, OIM, Dipartimento Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza, Consorzio Mestieri, ITC e Consorzio Communitas come partner. Le attività messe in campo saranno molteplici: innanzitutto proseguirà l’attività degli sportelli di orientamento ed informazione istituiti con la prima annualità del progetto e ne saranno aperti altri due: a Cagliari e Milano. Questi si aggiungono a quelli già funzionanti che sorgono nei pressi o nelle vicinanze dei CARA di Gradisca d’Isonzo; Roma; Crotone; Bari; Brindisi Restinco; Foggia; Caltanissetta; Trapani; Mineo, più uno a Catania e uno a Torino. Gli sportelli informativi sono una parte del sistema delle iniziative finalizzate ad un approccio completo che prevede infatti una mappatura del territorio finalizzata soprattutto all’orientamento ed alla individuazione di percorsi di inserimento socioeconomico dei beneficiari. Saranno tremila, ad esempio, i beneficiari che usufruiranno di corsi di educazione alla cittadinanza (con rilascio di attestati). Il raggiungimento di questi risultati rappresenterà il proseguimento naturale delle attività iniziate con “Nautilus 1” e, tra l’altro, rafforzerà il valore aggiunto delle best practice sperimentate sia a livello locale che nazionale con la prima annualità di progetto; assicurerà un raccordo ancor più razionale tra enti gestori dei CARA, Servizio Centrale ed altri attori del sistema dell’asilo politico nel nostro paese, al fine di limitare la dispersione sul territorio e contribuire invece ad un turn over più efficiente dei richiedenti protezione internazionale nel passaggio tra CARA, centri SPRAR e altri servizi di accoglienza.
Già a metà agosto scorso Connecting People ha avviato il Team Mobile, composto da 1 responsabile e 5 mediatori culturali, che coprono tutte le lingue più diffuse tra i richiedenti protezione internazionale.


