Pastorale dei Marittimi : le conclusione del convegno di Palmi

Palmi – A pochi giorni dalla conclusione del convegno dell’Ufficio pastorale dei marittimi della Migrantes e della Federazione “Stella Maris”, svoltosi a Palmi dal 6 all’8 ottobre scorso, è stato diffuso oggi il documento finale a firma del Direttore don Giacomo Martino. Tema del convegno “Il Motu Proprio Stella Maris: la Chiesa, l’impegno sociale e l’accoglienza della gente di mare”.

 
Il convegno, che ha visto la partecipazione di circa 80 persone tra cappellani e volontari delle “Stella Maris” di tutta Italia, è stato organizzato nella località calabrese su invito della “Stella Maris” del Porto di Gioia Tauro. Tra gli interventi di saluto quello dell’amministratore della diocesi di Oppido-Palmi, mons. Luciano Bux che ha parlato dell’esperienza degli apostoli che “erano dei veri e propri marittimi”. Oggi quella stessa “gente di mare” – ha detto – “dovrebbe essere accolta nelle città italiane dove però il mondo marittimo è ancora poco conosciuto ed apprezzato”.
Il cappellano della “Stella Maris” di Gioia Tauro, don Natale Ioculano, ha invece parlato del “Motu prorio” e dell’esperienza con i marittimi nel porto calabrese.
Tra le richieste de convegnisti, quella che l’Italia ratifichi la Convenzione Internazionale dell’ILO MLC 2006. Inoltre, si è evidenziata la necessità di “scoprire” il mondo marittimo come “profezia” del mondo multietnico del domani, l’importanza della missione dei “cappellani di bordo” e un maggiore impegno nelle emergenze del mare.
I partecipanti al convegno hanno anche ribadito “il continuo impegno della Chiesa e della Stella Maris nella due emergenze principali del mondo marittimo attuale: il fenomeno delle navi sequestrate dai pirati e quello dei marittimi abbandonati dal loro armatore sulle navi” .
Don Martino ha illustrato l’azione che le Stelle Maris in Italia svolgono a favore delle famiglie dei marittimi ancora prigionieri dei pirati, portando ad esse il conforto della parola e della vicinanza della Chiesa nella sofferenza che vivono.
“La drammaticità dell’esperienza dei marittimi e delle loro famiglie – si legge nel documento – richiede che sia affrontata da tutti i soggetti coinvolti in modo coordinato, senza che ci siano approcci diversi e frammentari per aspetti singoli del problema, ma risolvendoli in maniera globale e uniforme in ogni caso che si presenti”. Allo stesso modo è stato ribadito l’impegno diretto e costante delle Stella Maris nell’intervento a favore dei marittimi vittime di abbandono su navi presenti nei porti italiani. Nel 2011 sono state circa 30 le navi ed oltre 600 i marittimi abbandonati e rimpatriati ad opera delle Stella Maris, dell’ITF e dei Comitati di Welfare marittimo.