In mano ai malviventi altre due imbarcazioni

Roma – Altre due navi italiane sono attualmente in mano ai pirati somali, oltre alla nave sequestrata ieri. Il primo sequestro risale all’8 febbraio scorso: a farne le spese è la petroliera Savina Caylyn dei Fratelli D’Amato, con un equipaggio composto da 5 italiani e 17 indiani.

 
L’attacco avviene a 500 miglia nautiche dall’India e 800 miglia dalla Somalia, una zona molto distante da quella tradizionalmente battuta dai pirati somali. La nave stava trasportando un carico di greggio ed era partita dal terminal petrolifero Bashayer, in Sudan, diretta in Malesia.
Da allora poche notizie, tra le quali un disperato appello da parte dell’equipaggio, ormai “allo stremo delle forze mentali e fisiche”. L’altro attacco dei pirati è del 21 aprile: ne è vittima la motonave Rosalia D’Amato della Perseveranza Spa, assaltata da due barchini mentre navigava nel mare Arabico, a circa 560 chilometri al largo delle coste dell’Oman. A bordo ci sono 6 italiani (2 siciliani e 4 campani) e 16 filippini, obbligati a far rotta verso le coste somale.