Roma – Si è concluso con il battesimo di sei bambini rom, amministrato dal card. Agostino Vallini, vicario del papa per la diocesi di Roma, la “missione popolare” nei campi rom iniziata lo scorso 28 settembre, sul tema “Vi ho chiamato amici” ed animata da 14 seminaristi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, guidati da don Paolo Lojudice, uno dei direttori spirituali, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes della diocesi.
“Quattro dei bambini sono di una coppia che ha 14 figli”, spiega don Lojudice: “il primogenito, Sergio, ha a sua volta quattro figli, due dei quali battezzati ieri”.
“Il Signore oggi fa un grande dono a questi bambini – ha spiegatoil card. Vallini –: la certezza di partecipare alla sua stessa vita. Diventano figli di Dio e entrano nella comunità cristiana: Dio non abbandona mai. Questa certezza mette in secondo piano le sofferenze e le difficoltà della vita”.
Il progetto inedito di una missione popolare nei campi rom è maturato progressivamente, durante 4 anni di servizio, un pomeriggio a settimana, che hanno coinvolto i seminaristi e alcuni ragazzi dell’anno propedeutico al Maggiore. Sono stati realizzati incontri con le famiglie, visite negli insediamenti di Salone, Salario, Castel Romano, Corso Francia e Candoni alla Magliana. Per i bambini anche momenti di catechesi attraverso filmati, giochi e partite di calcetto nella parrocchia di Sant’Alessio a Case Rosse. A fare da filo conduttore, la Messa celebrata ogni mattina a turno dai vescovi mons. Giuseppe Marciante e mons. Guerino Di Tora e da altri sacerdoti mentre l’apertura della missione si era aperta con una messa nella chiesetta a “cielo aperto” dedicata al beato gitano Zeferino j. Malla al santuario del Divino Amore presieduta da mons. Giancarlo Perego, direttore Generale della Fondazione Migrantes.
“Per il futuro – dichiara don Lojudice – auspichiamo un coinvolgimento delle parrocchie per il superamento di certe barriere, spingendo allo stesso tempo i Rom a non essere passivi, anche se non è facile a risolvere problemi incancreniti, come quelli della casa e del lavoro”.


