I tanti volti delle migrazioni alle “rotte del mondo”

Trento – “Sulle rotte del mondo” ha toccato ieri il tema delle migrazioni. E non poteva essere altrimenti, considerato che l’America, continente a cui è dedicata questa terza edizione della manifestazione, ha attirato fino ad un passato non lontano, milioni di europei, fra cui moltissimi trentini. A dibattere questo tema, nella sala Depero della Provincia, Norberto Bellini (fondatore in Paraguay delle Leghe agrarie di Misiones, costretto a lasciare il paese a causa della dittatura), don Angelo Gonzo (originario di Grigno, dal 1997 in Bolivia dove è stato vicario della Prelatura di Aiquile), padre Claudio Moser (di Palù di Giovo, francescano, dal 1969 nel Nord America, prima a Boston e poi a Toronto), Rosa Edith Tapia Pena (ecuadoregna, in Italia dal 1989, insegnante di danza e presidente dell’Associazione Il gioco degli Specchi), Gino Tapparelli (docente di Sociologia all’Università di Bahia, Brasile, attivista per i diritti umani). Tre fondamentalmente le evidenze che emergono dalle testimonianze sentite: le migrazioni sono quasi sempre un prodotto di crisi economico-sociali laceranti, spesso generate, almeno in America latina, dalle dittature, ma anche dall’imposizione di modelli economici che impoveriscono le popolazioni; le migrazioni non vanno solo dal cosiddetto Sud del Mondo al Nord, Usa o Europa, esistono flussi migratori imponenti fra un paese dell’America latina e l’altro (ad esempio fra Paraguay e Argentina), o interni ad uno stesso paese; gli sforzi dei missionari, della Chiesa, di tante ong ed organizzazioni per i diritti umani, vanno nella direzione di intervenire da un lato sulle cause che provocano le migrazioni – in primis la povertà – e dall’altro sulle conseguenze, aiutando cioè le comunità dei migranti nei paesi di accoglienza. Un po’ come fecero in passato tanti missionari trentini con i loro concittadini emigrati in Brasile, in Argentina, negli Usa e nelle tante altre mete di emigrazione.