La sua aula? La strada
Milano – Se lo ricordano bene quello strano studente. Egidio (nome di fantasia) un pomeriggio si presentò ai suoi professori inzuppato dalla testa ai piedi: aveva dormito in un giardino, sotto la pioggia, dopo l’ennesimo sgombero del campo rom dove aveva trovato rifugio. Ma i libri erano asciutti: li aveva protetti con il corpo… Se lo ricordano benissimo perché la sua impresa è memorabile. No, non è un genio della matematica o un prodigio delle lingue antiche. Egidio è un giovane rom scappato dalla miseria assoluta del suo villaggio in Romania fin da noi in Italia. Anni 15; lingue conosciute una sola, il romanes. Troppo vecchio per le elementari e appena sei mesi di tempo per iscriversi alle professionali, sei striminziti mesi per imparare a leggere, scrivere e far di conto; tutti i giorni, dopo svariati sgomberi, da Pavia, dove vive tuttora in una casa abbandonata, a Milano, dai suoi insegnanti di strada e dai volontari per 10 ore di lezione alla settimana. In sei mesi ce l’ha fatta e da due settimane frequenta una vera scuola.
Legge, scrive e conta, finalmente conta.
Legge, scrive e conta, finalmente conta.


