La possibilità di chiedere asilo in ambasciata “mi ha salvato la vita”

Bruxelles – «Non sarei stato in grado di arrivare in Svizzera con le mie sole forze. Poter chiedere asilo presso l’ambasciata svizzera mi ha salvato la vita», ha dichiarato un rifugiato somalo che ha potuto lasciare la Libia grazie ad un visto di ingresso rilasciato dalle autorità svizzere.

 La scorsa primavera, a circa 200 persone è stato concesso di viaggiare dal nord Africa alla Svizzera attraverso la procedura svizzera di asilo dall’estero, attualmente unica del genere in Europa.
Mentre le frontiere Europee sono sempre più chiuse, questo è uno dei pochi canali disponibili per coloro che fuggono dalla persecuzione per raggiungere l’Unione Europea in modo sicuro e legale. La maggior parte delle persone non hanno altra scelta se non quella di rischiare la vita pur di tentare di raggiungere la salvezza. Si stima che da gennaio 2011 più di 1.000 persone siano morte nel Mediterraneo. Chi riesce a sopravvivere al viaggio è spesso vittima di efferati atti di violenza e di abusi dei diritti umani.
Nella conferenza organizzata dall’ECRE e dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), rappresentanti del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, dell’UNHCR e della società civile hanno rilanciato il dibattito sul potenziale delle forme complementari di accesso alla protezione in Europa.
Allo stesso tempo, i partecipanti hanno anche sottolineato che tali procedure non possono sostituire o limitare gli arrivi spontanei di richiedenti asilo sul territorio europeo.
Attualmente, la legislazione Europea non prevede canali di accesso alla protezione in Europa dall’estero. Comunque i visti per protezione potrebbero essere uno degli strumenti per evitare la perdita di vite e per dare ai rifugiati un’alternativa al mettersi nelle mani dei trafficanti nel tentativo di raggiungere la protezione.
Nel suo discorso alla conferenza, il Commissario Europeo per gli Affari Interni Cecilia Malmström ha anche messo in evidenza il potenziale dei visti per protezione e l’importanza del reinsediamento come soluzione durevole per tutti quei rifugiati che non riescono a trovare protezione nei paesi in cui sono fuggiti.