Catanzaro – L’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, ha inviato, in questi giorni, un messaggio agli insegnati di religione di ogni ordine e grado che operano nella diocesi calabrese.
Nel messaggio il presule richiama la presenza, nelle varie scuole, di alunni di diverse nazioni del mondo.
La scuola – scrive – “luogo di dialogo e d’incontro” tra diverse generazioni e tra studenti anche di differente provenienza e cultura, è come “un grande laboratorio ove voi contribuite a realizzare un profilo alto del confronto tra patrimoni culturali, artistici, scientifici e tecnologici di ieri e di oggi”.
La presenza numerosa di alunni di altre nazioni e appartenenze etniche, culturali e religiose, secondo l’arcivescovo calabrese, è “spunto per un’autentica testimonianza e documentazione della tradizione cristiana e di quelle verità e valori che le sono propri e che non contraddicono le esigenze della ragione umana, ma possono anzi illuminarsi attraverso un approccio critico alle diverse forme del pensiero e presenze religiose nel territorio”. Il primo impegno che attende gli insegnati di religione – spiega mons. Bertolone – è quello di “pensare alla formazione di un’umanità nuova, di vivere la docenza come una tensione verso l’arricchimento della cultura con i valori evangelici, al fine di aiutare i giovani ad affrontare la crisi di verità che attraversa la contemporaneità, offrendo loro un solido modello antropologico capace di formare uomini e donne di forte personalità, come è fortemente richiesto dal nostro tempo”.
La Chiesa – conclude mons. Bertolone – affida a voi, carissimi fratelli e sorelle, il compito di prendersi cura del bene delle persone, nella prospettiva di un umanesimo integrale e trascendente”.


