Finisce una grande giornata e continua una grande avventura
Madrid – Sulle strade e nelle piazze di Madrid, che per alcuni giorni hanno accolto il mondo, il Papa passa, ascolta, parla. Sfiora tutti con la lievità di una carezza. È il suo stile. Mai una formalità, sempre un profondo rispetto dell’altro, chiunque egli sia. Al punto che tra gli “indignados” alla Puerta del Sol alcuni, contrari alle offese e alla volgarità, scoprono che quest’uomo vestito di bianco e i suoi amici non sono affatto distanti dai loro problemi.
Attraverso quelle madrilene una brezza passa sulle piazze del mondo perché il dialogo e non la violenza le abiti.
Sorprende a fa nascere domande questo passaggio leggero.
La prima è rivolta a ogni persona, al significato che ognuno dà alla presenza o all’assenza di Dio nella vita personale e nella storia di tutti. È un invito alla ricerca della verità che, ha ripetuto più volte il Papa, non è uno slogan, non è un’ideologia, non è un’astrattezza.
Cita Platone per dire che l’essere giovani non dipende dall’anagrafe ma dal desiderio di cercare, di scoprire, di conoscere. Il contrario di “ever green” e di “ever young”.
La ricerca, precisa infatti il Papa alle nuove generazioni, deve essere per giungere a “qualcosa di grande nella vita, qualcosa che vi dia pienezza e felicità”.
Come realizzarla da cristiani nella società di oggi? Come “continuare ad aspirare a grandi ideali” in una cultura relativista?
La risposta, ribadisce, è una Persona, è Cristo. La brezza di questa parola attraversa l’accampamento di Cuatro Vientos dove, dopo l’improvviso e violento acquazzone, riappare il cielo azzurro di Madrid e il Papa ringrazia commosso per la forza, la resistenza e l’allegria.
Ancora una volta ha la prova di non essere solo.
I giovani sono stanchi per il cammino e per l’incandescenza del giorno ma gli applausi mentre diluvia dicono che non basta una grande fatica per smorzare l’attenzione e l’entusiasmo, non basta per affievolire un abbraccio. Capiscono che qualcuno sta dicendo loro che c’è Chi li ama e per questo sono anch’essi chiamati ad amare gli altri. A cominciare dagli ammalati, dai bisognosi, dai diversi.
Molti, in un orizzonte di cose grandi, si sentono poi chiamati a realizzare nel matrimonio “un progetto d’amore vero che si rinnova e approfondisce ogni giorno condividendo gioie e difficoltà e che si caratterizza per un dono della totalità della persona”.
Molti, in un orizzonte di cose grandi, si sentono poi chiamati a realizzare nel matrimonio “un progetto d’amore vero che si rinnova e approfondisce ogni giorno condividendo gioie e difficoltà e che si caratterizza per un dono della totalità della persona”.
Altri sono chiamati da Cristo “a seguirlo più da vicino nel sacerdozio e nella vita consacrata”.
Progetti di vita che la “generazione di Benedetto XVI”, più giovane di altre in questa Gmg, avverte come grandi avventure per le quali vale la pena spendersi e rischiare. La via maestra da percorrere per raggiungere mete così alte è l’amicizia con il Signore. Un colloquio da coltivare ogni giorno con lo slancio e la freschezza di una Gmg.
Progetti di vita che la “generazione di Benedetto XVI”, più giovane di altre in questa Gmg, avverte come grandi avventure per le quali vale la pena spendersi e rischiare. La via maestra da percorrere per raggiungere mete così alte è l’amicizia con il Signore. Un colloquio da coltivare ogni giorno con lo slancio e la freschezza di una Gmg.
La brezza di queste parole continua a soffiare sull’accampamento a Cuatro Vientos.
Non solo per una notte.
Al mattino Benedetto XVI ritorna. Prendendoli per mano e facendosi prendere da loro per mano conduce la ricerca della verità all’incontro con la Verità.
Insieme sulle strade del mondo, dove cammina un’umanità spesso affaticata e smarrita, diventano costruttori di speranza.
La Gmg finisce. Come per tutte le precedenti venticinque Gmg quella brezza, in cui è il sorriso di Giovanni Paolo II, continuerà a soffiare nei luoghi del lavoro, della cultura e della politica. Farà nascere domande, indicherà la strada che porta alle risposte e alla Risposta. Una giornata finisce, l’avventura continua. (Paolo Bustaffa – Direttore Agenzia SIR)


