Napoli – “Maria è stata la prima umile ad essere innalzata in cielo. Così, in lei, tutti gli umili, i poveri, i piccoli della terra possono sperare di seguirla perché una loro ‘sorella’ è entrata per sempre nella beatitudine di Dio. Ella è il primo frutto dell’umanità redenta da Cristo, la prima donna che ha il coraggio di credere che in Dio tutto è possibile”. Lo ha detto, ieri sera, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, celebrando in cattedrale la messa per la vigilia della festa dell’Assunzione della Vergine. E proprio a “Maria, madre misericordiosa e premurosa” il cardinale vuole affidare “le schiere di fratelli che abbandonano le loro terre e gli affetti più cari in cerca di libertà e di futuro, sfidando le insidie del mare fino all’estremo sacrificio della propria vita, come troppo spesso si sta verificando”.
“Sentiamo il bisogno, in questo momento – ha aggiunto il porporato -, di ricordare anche i nostri fratelli marittimi di Procida che da tempo sono nelle mani dei pirati. Per la loro liberazione eleviamo suppliche al Signore per intercessione di Maria, mentre ci uniamo all’ansia e alle sofferenze delle loro famiglie, rivolgendo il nostro appello alle autorità competenti perché vengano esperite tutte le iniziative necessarie per la liberazione di persone innocenti, che si trovano a pagare un prezzo altissimo per il loro già tanto duro lavoro”.
E qualche giorno fa circa tremila persone hanno manifestato sul porto di Procida chiedendo la liberazione dei marittimi procidani della nave ‘Savina Caylyn’ sequestrati dai pirati lo scorso 8 febbraio. I manifestanti, guidati dai familiari dei marittimi rapiti, hanno chiesto un maggiore impegno del governo italiano e, se non ci saranno sviluppi, manifesteranno a Roma nei primi di settembre.


