La risposta del direttore Marco Tarquinio ad una lettera pubblicata sul quotidiano “Avvenire” di oggi
A. ha una mamma, un papà e dei fratellini con cui, da un po’ vive in una casa ad affitto calmierato: il suo papà è riuscito a trovare un lavoro; i suoi fratellini entreranno anche loro a scuola e all’asilo e così avranno il giusto posto in mezzo agli altri bimbi, la sua mamma sta migliorando il suo italiano grazie alla frequenza di un corso per stranieri e sta facendo lavori come domestica in un agriturismo e in qualche abitazione privata e lei A. continuerà il suo percorso scolastico: studio che è diritto fondamentale di ogni bambino e che per lei significa anche conquista di rispetto, di dignità e promessa di un futuro migliore e meno fragile. Quest’estate A. ha imparato a giocare a ping pong, ha fatto i compiti, ha letto tanto, è stata all’aria aperta e ha conquistato anche i nonni (i miei genitori) raccontando tante storie dei suoi parenti in Romania… È talmente entrata in famiglia che ho dovuto dirimere e gestire momenti di gelosia da parte della mia bimba che ha percepito come questo legame stia diventando sempre più forte e profondo e da figlia unica ha dovuto fare i conti con un’altra presenza con cui dividere affetto, attenzioni, spazi , giochi e attività. Questo, anche se a volte un po’ faticoso per me e difficile per mia figlia, penso sia un altro bel risultato, assieme al fatto che si è iniziato ad abbattere dei pregiudizi, ad accorciare le distanze, a difendere dei diritti fondamentali e a creare relazioni strette . (Anna Cossovich, Milano)
Che bella storia, cara signora Cossovich, quella sua, di A. e di una famiglia che (come tutte le vere famiglie) è normale e straordinaria. Una bella storia estiva.
Anzi, una storia che non ha stagioni o forse ne ha una nuova di zecca. Una storia di persone, che avvicina e unisce due nuclei familiari e tanti altri ancora. Una storia di comunità, insomma. Di quelle che si continuano a scrivere nei nostri giorni e nelle nostre città (magari, in apparenza, solo affannate e grigie) quando le donne e gli uomini si ricordano – e almeno noi cristiani, che lo impariamo da piccoli, non dovremmo dimenticarlo mai – di essere già parte di una stessa famiglia. Una famiglia dove nessuno è di troppo, nessuno è sbagliato, nessuno è facile e nessuno è impossibile da amare. Grazie a lei per aver condiviso con noi questi pensieri e questo po’ di vita. Un bacio a sua figlia e ad A. Buonissime vacanze. (M.Tarquinio)


