Sull’isola sbarcano quasi 900 profughi
Palermo – Dopo qualche giorno di tregua riprendono gli sbarchi a Lampedusa: due barconi, con a bordo complessivamente più di 500 persone, hanno toccato terra nell’arco di 24 ore. Nella quasi totalità dei casi si tratta di uomini, donne e bambini in fuga dalla Libia. Ci sono poi altri due barconi, avvistati nel pomeriggio di ieri. Gli ultimi arrivi erano del 6 agosto scorso, quando vennero soccorse in diverse operazioni, 434 persone.
Il primo sbarco sull’isola delle Pelagie è avvenuto ieri mattina, intorno alle 10.30, quando un barcone ha attraccato al molo dell’isola un barcone con 320 profughi a bordo, tra cui 35 donne e 11 minori. Tutti originari dell’Africa subsahariana e in fuga dalla guerra che sta dilaniando la Libia. Una seconda imbarcazione ha raggiunto il porto di Lampedusa intorno alle 20: a bordo 241 profughi, tra cui 37 donne e tre bambini tutti con meno di un anno. Tra le donne sbarcate ce n’è anche all’ottavo mese di gravidanza che è stata subito trasferita al poliambulatorio. Il barcone era stato soccorso nel pomeriggio di ieri a una sessantina di miglia dall’isola dalla Guardia costiera e dalla Guardia di finanza. Una terza imbarcazione, con a bordo circa 300 persone, è giunta sull’isola in nottata.
Ma il Canale di Sicilia resta affollato. Continuano le ricerche di un peschereccio (con 200-250 persone a bordo) che era stato avvistato e segnalato da un peschereccio nel pomeriggio di ieri. Un secondo barcone carico di profughi, circa 300, è stato avvistato in serata da un aereo della Guardia costiera a circa 55 miglia a sud di Lampedusa. E l’attenzione, sul fronte immigrazione, resta alta. Venerdì è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto del premier Silvio Berlusconi con cui si estende ad altri Paesi africani lo stato di emergenza umanitaria disposto lo scorso 7 aprile per «l’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa». Il decreto richiama la nota con cui il «Commissario straordinario della Croce Rossa italiana ha rappresentato la gravissima situazione in cui versa il Corno d’Africa». Rileva inoltre che «oltre 12 milioni di persone tra Somalia, Etiopia, Kenya, Gibuti e Uganda sono state colpite dalla carestia» e questa situazione di emergenza «si sta allargando ad altri Paesi limitrofi». Questo contesto critico, si legge nel provvedimento, «rischia di aggravare ulteriormente la situazione di emergenza in atto nel territorio nazionale in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa». È stato quindi ritenuto «necessario avviare ogni iniziativa utile ad assicurare le attività di soccorso». Servono «misure di carattere straordinario ed urgente finalizzate ad assicurare le necessarie forme di assistenza umanitaria nei territori del continente africano, assicurando nel contempo l’efficace contrasto dell’immigrazione clandestina nel territorio nazionale». (Bice Benvenuti – Avvenire)


