Milano – Dimezzare il tempo di attesa per il riconoscimento dello status di rifugiato. È l’obiettivo della nuova sezione milanese della Commissione territoriale, che si aggiunge a quelle di Mineo e Verona, ed è istituita con decreto del Ministro dell’Interno Roberto Maroni dell’11 luglio. Dai tre mesi attuali, le domande dei richiedenti asilo in Lombardia dovrebbero ricevere risposta nel giro di sei settimane. «In modo che per chi ha i requisiti per rimanere sul territorio possa partire al più presto il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)», ha spiegato ieri sera in Prefettura il sottosegretario di Stato all’Interno, Sonia Viale, presentando l’iniziativa del governo. Un modo, ha aggiunto, per organizzare meglio il lavoro delle Commissioni.
A Milano, per esempio, dove attualmente gli appuntamenti fissati per l’audizione sono 1.200, l’obiettivo è esaminare tutte le domande entro la fine dell’anno, portando il ritmo dagli attuali 8-9 colloqui al giorno ad almeno 16. Sono tre gli esiti favorevoli possibili, per il migrante, ha spiegato il presidente della Commissione milanese, Maria Luisa Inversini: il riconoscimento dello status di rifugiato (che dà il diritto al permesso di soggiorno in Italia per 5 anni), il diritto alla protezione internazionale o sussidiaria (soggiorno per tre anni) e quello alla protezione umanitaria (un anno). In caso di risposta negativa l’immigrato può fare ricorso e in attesa dell’esito restare sul territorio. È a queste regole che si devono rifare le istituzioni locali – come il Comune – per pianificare l’assorbimento dello Sprar, così come la disponibilità dei posti per rifugiati. Milano ha 440 posti, attualmente tutti occupati. In media, «si prevede che arriveranno 20 nuovi richiedenti asilo a settimana», almeno fino alla fine dell’estate, calcola un funzionario per la gestione dello Sprar. Ciò significa dover «attivare tutte le possibilità di alloggio sul territorio». (A.Gugl.- Avvenire Milano)


