Ieri la Giornata Internazione delle vittime di tortura

Roma – “La tortura non può essere mai giustificata, né in stato di guerra, né in situazioni d’emergenza per la sicurezza nazionale”. Sono le parole del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata internazionale delle vittime di tortura, istituita nel 1997 dalle Nazioni Unite. Sono 98 i Paesi in cui figurano tortura e maltrattamenti. Metà della popolazione mondiale vive sotto governi che la praticano, un rifugiato su quattro è stato torturato. In Italia il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) dal 1996 è impegnato in progetti di accoglienza e cura delle vittime. Attualmente segue circa 600 persone, fornendo loro assistenza legale, sociale e psicologica. Nel tempo si sono registrati anche segnali positivi nella lotta a questo drammatico fenomeno. Lo conferma Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati in una intervista alla Radio Vaticana: “qualcosa in senso positivo è successo in questo periodo: c’è stato, ad esempio, lo sviluppo delle competenze penali internazionali del Tribunale dell’Aja, che ha anche la facoltà di giudicare e condannare i torturatori o i mandanti della tortura. Questo è un importantissimo segnale per molti Paesi e per molti regimi, ma anche per torturatori individuali: non c’è più una “zona franca” dove è possibile fuggire alla giustizia, perché ormai la giustizia è internazionale!”