Studio sul diritto d’asilo: aspetti positivi ma molte disfunzioni

Roma – In Italia il sistema d’asilo ha aspetti positivi ma presenta molte disfunzioni: è quanto emerge dalla ricerca sullo “stato del sistema asilo” e sul livello di accoglienza garantito ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione internazionale ed umanitaria.

 
Lo studio, presentato ieri a Roma, è stato condotto da Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione), Cespi e Communitas, in collaborazione con Aiccre (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa). e Caritas italiana. Secondo la ricerca, condotta su oltre 300 soggetti, il 50% delle domande nel triennio 2008-2010 sono state accettate. Ma spesso non nei tempi previsti dalla normativa: nel 40% dei casi il tempo di attesa oscilla tra 3 e 5 mesi, nel 30% tra 6 e 12 mesi, nel 12% tra 1 e 2 mesi. Solo l’8% è convocato entro un mese dalla Commissione territoriale, mentre nel 10% dei casi l’attesa supera i 12 mesi. L’aspetto positivo è rappresentato dalla rete Sprar (Servizio per richiedenti asilo e rifugiati) diffusa sul territorio, ma “mancano tavoli di programmazione locali e non c’è una modalità uniforme di relazione sociale, medica e psicologica da adottare nelle strutture”, ha detto Gianfranco Schiavone, dell’Asgi. Inoltre, ottenuto il riconoscimento della protezione, cessano i servizi di assistenza. “I richiedenti asilo – ha precisato – rischiano di ingrossare le fila del disagio sociale”. (www.agensir.it)