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Venerdì 15 Marzo 2019 11:25

Oxfam e 23 Ong ai leader Ue: "nelle isole greche migliaia di persone allo stremo"   versione testuale
Roma - “Un inverno in trappola nelle isole greche in condizioni disumane: a tre anni dalla sua firma, l’accordo tra l’Unione europea e la Turchia, per la gestione dei flussi migratori e il rimpatrio di migranti irregolari, ha prodotto solo politiche miopi, insostenibili e disumane. I primi a farne le spese sono uomini, donne e bambini in fuga dalla violenza e dalla guerra, intrappolati in Grecia”. È la denuncia contenuta in una lettera aperta inviata ai leader europei da Oxfam e 23 Ong: nel 2018 fino a 20.000 persone si sono ritrovate a vivere ammassate nei campi dell’Unione europea delle isole greche. Solo lo scorso inverno circa 12.000 persone – il doppio della capacità massima dei campi allestiti – hanno trascorso mesi interi in centri di accoglienza e identificazione sovraffollati, dormendo in tende non riscaldate con accesso all’acqua corrente e all’elettricità solo poche ore al giorno. Tantissime famiglie già vittime di traumi nei Paesi di origine, come la Siria, si sono così ritrovate esposte al rischio di subire nuove violenze, molestie e sfruttamento.
“Una situazione inaccettabile causata da politiche europee che intrappolano i richiedenti asilo negli hotspot dell’Unione sulle isole greche, piuttosto che ospitarli in centri di accoglienza sicuri sulla terraferma”, affermano le organizzazioni umanitarie. Altra conseguenza dell’Accordo Ue-Turchia è che mentre il numero delle domande di asilo in Europa è diminuito, le richieste in Grecia sono aumentate negli ultimi tre anni: a Lesbo sono triplicate, superando le 17.000 solo nel 2018.
 
 
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