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Mercoledì 6 Febbraio 2019 11:10

Migrantes Roma: sabato incontro su "Migranti e relazioni internazionali"   versione testuale
Roma - “La questione dei migranti nelle relazioni internazionali” è il tema dell’incontro promosso dal Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese e dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, in programma il 9 febbraio alle ore 10 al Pontificio Seminario Romano Maggiore di Roma.
Il tema sarà affrontato dall’arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo Zuppi e dal giornalista del quotidiano “Avvenire” Paolo Lambruschi.
Si tratta del secondo appuntamento del ciclo di formazione e informazione missionaria 2018-2019, dal titolo “Convivenza tra i popoli e sicurezza”.
“L’obiettivo di questo incontro è spingerci ad andare oltre i nostri confini geografici per prendere coscienza delle dinamiche relazionali tra gli Stati in rapporto al fenomeno migratorio – spiega don Michele Caiafa, addetto del Centro missionario diocesano –. Vogliamo capire come è vissuto sul campo il diritto internazionale che regola la fluidità dei popoli. Comprendere quali saranno le ricadute, per così dire, nei rapporti in particolare tra l’Africa e l’Europa, tra l’Europa e l’Italia. E ancora, favorire la presa di coscienza che prima del migrante c’è di fronte la persona umana, e per noi cristiani un fratello da amare. Cercheremo di fare chiarezza anche in rapporto a una informazione spesse volte disinformante e faziosa. Il nostro intento è aprire finestre su questo tema così delicato e complesso, finestre di verità e di ragionevolezza”.
«Quello che mi piace sottolineare dell’incontro in programma sabato  – riflette Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma – è che abbiamo due relatori che davvero possono aiutarci a capire la complessità del problema, entrarci dentro in profondità. Credo che uno dei problemi di oggi, sia proprio la superficialità con cui trattiamo la questione delle migrazioni. Cercheremo infatti di capirne di più le origini, la portata, i risvolti economici e politici. E facendo questo apriremo una finestra sul mondo, che ci aiuti a conoscere di più”.
 
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