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Mercoledì 6 Febbraio 2019 09:00

Migrantes Andria: "Insieme contro la tratta"   versione testuale
Andria - Chi si fa forte con i più indifesi e sfrutta la debolezza di uomini, donne e bambini è uno schiavista e aguzzino. Chi specula sul loro dolore è un criminale. Migliaia di uomini, donne e bambini sono vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi.
Venerdì 8 febbraio p.v. si celebrerà, in occasione della memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita, la schiava nera divenuta santa e più conosciuta come “mamma Moretta” portò per tutta la sua vita 144 cicatrici, che le avevano fatto dopo essere stata rapita e fatta schiava quando aveva circa 9 anni, la V Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone 2019.
La Giornata mette a fuoco il dramma di tante persone itineranti: i migranti, i rifugiati e gli sfollati. Difatti il tema: “Insieme contro la tratta”. Fenomeno delicato e complesso, per di più considerato scomodo da molti. Migrazioni e tratta un tempo erano separati e ben identificabili oggi hanno una contiguità tale, che li fa troppe volte sovrapporre, confondere, intrecciare in maniera sempre più difficilmente districabile.
Lo “sfruttamento lavorativo e sessuale” oppure “commercio di organi”, o ancora “accattonaggio” e “delinquenza forzata”, in qualsiasi forma la tratta di esseri umani è un crimine “vergognoso” da “contrastare con fermezza”. Sono le parole pronunciate da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 29 luglio scorso, viglia della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, promossa dalle Nazioni Unite per ogni 30 di luglio. Questa “piaga” dilagante sempre più nella nostra società che “riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini”. “Anche le rotte migratorie – ha aggiunto il Papa - sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta”. Nessuno può essere spettatore distaccato e tranquillo di fronte “al grido di fame – ogni sorta di ‘fame’ – di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo”.
È dunque urgente attivare corridoi umanitari, sensibilizzare i cittadini sul traffico di esseri umani e rafforzare la collaborazione tra enti, associazioni e istituzioni, che operano a vario titolo nel campo delle migrazioni e della lotta alla tratta. 
È fondamentale riaffermare la necessità di garantire diritti, libertà e dignità alle persone trafficate e ridotte in schiavitù e, dall’altro, denunciare sia le organizzazioni criminali sia coloro che usano e abusano della povertà e della vulnerabilità di queste persone per farne oggetti di piacere o fonti di guadagno.
Le Nazioni Unite definiscono il fenomeno della tratta delle persone, soprattutto di donne e bambini, come il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, il dare alloggio, mediante la minaccia, l’uso della forza o di altre forme di coercizione, di persone in situazione dei vulnerabilità, ai fini dello sfruttamento. E per sfruttamento si intende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione, o di altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o servizi forzati, la schiavitù, o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o il prelievo di organi.
Possa questa V Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone interessare le agenzie educative, i mass media, la comunità umana e il mondo della politica, affinché dirompi una forte presa di coscienza nell’impegno a chiedere l’abolizione di tutte le forme di schiavitù moderne, orribile vergogna, crime orrendo contro l’umanità, per un Paese che vuole dirsi cristiano e civile. (don Geremia Acri - direttore ufficio Migrantes Andria)
 
 
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