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Giovedì 8 Novembre 2018 09:40

Centro Astalli: nel Decreto Sicurezza “misure inadeguate”    versione testuale
Roma - Le misure contenute nel Decreto sicurezza e immigrazione approvato dall’aula del Senato sono “inadeguate a gestire le migrazioni in Italia” e “dimostrano incapacità politica di uscire da logiche emergenziali”: lo afferma il Centro Astalli, Servizio dei gesuiti per i Rifugiati, esprimendo “profonda preoccupazione” per l’approvazione del provvedimento. Queste misure vanno a “modificare sostanzialmente l’impianto normativo attuale su temi rilevanti come la protezione internazionale e l’accoglienza”.
“Affrontare attraverso la decretazione di urgenza e il voto di fiducia la gestione di un fenomeno complesso e strutturale come le migrazioni – sottolinea – rivela l’incapacità di uscire da una logica emergenziale, peraltro con una pericolosa sovrapposizione tra i temi della sicurezza e questioni del tutto diverse quali la cittadinanza, l’integrazione, l’accesso al mercato del lavoro”.
Il Centro Astalli invita la comunicazione politica ad “abbandonare l’approccio superficiale, conflittuale e denigratorio per riappropriarsi del suo ruolo di strumento di informazione della cittadinanza e accompagnamento di processi sociali, attraverso una piena emersione della complessità dei temi legati alle migrazioni, non tralasciando mai la dimensione internazionale in cui gravi crisi umanitarie, conflitti ed emergenze ambientali sono causa e origine del numero più alto mai registrato di migranti forzati dal dopoguerra ad oggi”. “Continuiamo a chiedere a chi ricopre ruoli di governo o ha responsabilità istituzionali – dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – di avere come interesse primario la coesione sociale del Paese, il futuro delle nuove generazioni e un’idea di Italia in cui la pace, la libertà e l’uguaglianza siano valori non negoziabili su cui porre le basi per la costruzione di un Paese inclusivo e plurale dove ci sia spazio di cittadinanza anche per chi arriva a vivere in Italia da migrante”.
 
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