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Lunedì 9 Luglio 2018 12:30

Mons. Perego: "rifiutare la violenza e costruire percorsi di accoglienza e prossimità"   versione testuale
Ferrara -  “Anche noi piangiamo per la sofferenza, la fuga e la morte di tanti nostri fratelli della Terra Santa e del Medio Oriente. Non possiamo restare indifferenti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, durante l’omelia della veglia di preghiera ecumenica che ha celebrato sabato scorso nella basilica di Santa Maria in Vado, riferisce il Sir. Una “preghiera di comunione” nata per accompagnare il pellegrinaggio di pace e di unità che il Papa Francesco ha svolto a Bari, lo stesso giorno, insieme con i diversi Patriarchi e Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente. Amare, conservare e conquistare la pace: sono stati i tre verbi attorno ai quali è ruotata la riflessione del presule. Al suo fianco padre Vasile Jora, rappresentante della comunità Ortodossa rumena a Ferrara, e padre Oleg Vascautan, alla guida della comunità Ortodossa moldava. Tante le persone presenti, diversi i diaconi e i laici che si sono alternati sull’altare per le preghiere e le letture, intramezzate dai canti. Nell’omelia mons. Perego ha ricordato che “siamo chiamati non solo a rifiutare la violenza, nelle parole e nei gesti, ma a costruire percorsi di dialogo, di accoglienza, di prossimità”. “Indebolire le condizioni della pace, cioè indebolire lo sviluppo, la responsabilità, la democrazia, il rispetto del creato e delle creature significa creare condizioni per non custodire la pace”, che invece “va costruita giorno per giorno, creando le condizioni di rispetto, giustizia, solidarietà, uguaglianza”.
 
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