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Lunedì 9 Luglio 2018 11:20

Card. Montenegro: l'indifferenza uccide   versione testuale
Lampedusa -  Per ricordare il V anniversario dalla visita di Papa Francesco, l’8 luglio 2013, la comunità ecclesiale di Lampedusa  ha organizzato diverse iniziative: nel salone della parrocchia S. Gerlando  parrocchiale è stata allestita una mostra con foto e oggetti che ricordano  la visita di Francesco, la proiezione del documentario “Iuventa” dedicato a chi salva le vite in mare, ma ancora, ieri, giorno anniversario del viaggio,  la rilettura a più voci dell’omelia pronunciata dal Papa, e la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro. Tutte iniziative per rilanciare il messaggio di papa Francesco in occasione del suo viaggio a Lampedusa, che fu anche il primo del Pontificato.  Il card. Montenegro nell’omelia ha parlato della visita del Papa, come quella di un profeta che “ci ha ricordato che l’indifferenza uccide  e che noi siamo i custodi dei nostri fratelli”.  Il porporato ha denunciato, come ha fatto in occasione della festa di San Calogero,  il 1 luglio scorso,  l’incoerenza tra la fede e la vita. Ai cristiani presenti in chiesa ha detto:  “se io sono qua a nutrirmi del corpo di Cristo, lo stesso Signore è nel fratello sul barcone che cerca di salvarsi e grida ‘non voglio morire’”. Per il card. Montenegro “volere la pace, volere un mondo più giusto non è solo un pio desiderio. Ma sono fatti che costruiscono la coscienza degli uomini. E serve qualcuno che ci aiuti. Il Papa è stato quest’uomo. È venuto qui per dire al mondo quello che è importante per la società e per la Chiesa di oggi”. “Non è giusto che muoia un migrante su sette. Questa è la statistica per quest’anno. L’anno scorso ne è morto uno su 38. Vuol dire che i morti stanno aumentando”, ha sottolineato il porporato, invitando a chiederci “di chi è questa responsabilità”.  Papa Francesco – ha aggiunto l’arcivescovo di Agrigento - cinque anni fa ha cominciato un discorso che ancora non ha completato. E continua nonostante i venti contrari”.
 
 
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