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Venerdì 11 Maggio 2018 15:21

Mons. Galantino: diciamo più spesso che quello che facciamo per i migranti lo facciamo perché siamo credenti    versione testuale

Roma - “Diciamo più spesso che quello che facciamo per i migranti lo facciamo perché siamo credenti”. E’ stato questo l’invito rivolto dal segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino,  intervenuto questa mattina alla presentazione del volume “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e Migranti” (Tau Editrice), curata dallo storico Simone Varisco.

Il presule ha evidenziato l’importanza di denunciare “con chiarezza la contraddizione di certe forme di religiosità o di richiami a simboli religiosi che pretendono di convivere con il rifiuto dell’accoglienza di chi è costretto a mettersi in cammino. Oggi va vissuta la vocazione a essere fontana del villaggio per irrigare solchi di terra resi aridi dall’egoismo che pretende di convivere con una spessa e sospetta patina di religiosità”.

Per mons. Galantino “certi politici oggi ci hanno costretti a pensare alle migrazioni come ad un tema che riguarda il Mediterraneo. Ma non è così. E molte volte noi, nella nostra azione, ci siamo fatti condizionare da questo”. “La situazione che stiamo vivendo – ha detto ancora il presule - domanda una attenzione costante, rivolta a tutto ciò che riguarda la mobilità e che è cambiata rispetto al passato: i flussi, i popoli interessati, i percorsi sempre nuovi che si aprono, le sensibilità che crescono o purtroppo scompaiono”.  Da qui l’invito affinché “il nostro compito sia molto più forte che in passato, non perché ci sta Tizio o Caio al governo ma perché la sensibilità sta arretrando rispetto alla Parola di Dio e al Vangelo”. Mons. Galantino, quindi, si è detto preoccupato da “quelle politiche che fanno dell’avversione al migrante la loro bandiera”. L’attenzione alla mobilità umana “non è frutto di sensibilità emotiva o di  mero orientamento culturale. Se non superiamo questo noi verremo trascinati tranquillamente. Oggi più che mai va recuperata e intensificata la consapevolezza che ad aprirci all’all’accoglienza è il vangelo, è la Parola di Dio. Non  è questione di strategie, di collocamento, di sensibilità più o meno emotive che scattano davanti ad alcuni eventi particolari”. La sensibilità verso questi temi “nasce anche dal racconto di quello che oggi tante chiese fanno nei loro territori”. Migrantes – ha concluso Mons. Galantino - ha “un ruolo importante, anche in questo senso. Da qui l’invito a dire questo “più spesso, che lo facciamo perché siamo credenti”.

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