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Venerdì 12 Gennaio 2018 10:39

GMM: le iniziative nella diocesi di Ferrara-Comacchio   versione testuale
Ferrara - Domenica 14 gennaio alle ore 18 nella Cattedrale di Ferrara, l’arcivescovo di ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego officerà la Santa Messa nella quale verrà celebrata la Giornata del Migrante e del Rifugiato. Alcune parti della liturgia verranno organizzate dall’Ufficio Migrantes diocesano. Al termine della Santa Messa verrà rilasciato un piccolo segno a ricordo della celebrazione.
Il Centro Missionario Diocesano in affiancamento alla giornata del Migrante e del Rifugiato, propone alle parrocchie un percorso da svolgere all’interno del Catechismo, attraverso un gioco dell’oca dal titolo “Il viaggio dei migranti”. Si tratta di un modo per spiegare ai bambini e ai ragazzi i motivi che spingono tante persone a lasciare la propria terra, le proprie abitudini e i propri famigliari. Chi decide di partire molte volte non vede altre prospettive, si lascia alle spalle una guerra, molta povertà, abbandono e nessun futuro possibile. Il percorso vuole cercare di mostrare ai ragazzi come dietro alla massa indistinta di “immigrati” ci sono persone con le loro storie, tradizioni, sogni, sentimenti che legittimamente aspirano a un’accoglienza dignitosa.
Una storia su tutte è quella di Demba, un ragazzo di 22 anni che è arrivato in Italia nel 2015. Demba è del Senegal, la sua storia di sofferenza comincia nel 2001 quando nella regione dove abita con la sua famiglia (genitori, tre fratelli e due sorelle) arrivano i ribelli che scacciano dalle terre i legittimi proprietari. Due anni dopo, Demba viene mandato dal padre a casa di amici in una città lontana e più tranquilla, per dargli modo di proseguire gli studi. Purtroppo Demba viene costretto a fare lavori molto pesanti e non gli viene lasciato il tempo di studiare. Nel corso degli anni la situazione del Paese non migliora, un fratello di Demba viene ucciso, la madre impazzisce dal dolore. Il giovane viene mandato dal padre nella cittadina di Kapscrin, dallo zio che, oltre a consentirgli di proseguire la scuola, gli da anche un lavoretto in un club med. Nel 2012 Demba rientra a Kafountine per stare accanto al padre malato che, nel corso dell’anno, viene poi a mancare. La situazione del Paese si fa sempre più caotica e violenta. I ribelli vogliono reclutare forzosamente i giovani che per non essere presi e uccisi, in caso di rifiuto, devono scappare nella foresta. Durante la permanenza nella foresta, Demba viene attaccato da un serpente che gli spruzza del veleno negli occhi. Per un mese perde la vista. A maggio 2013 decide di andare via dal Senegal.
Il viaggio che Demba intraprende per arrivare in Italia è durato due anni, durante i quali egli viene derubato, percosso, lavora senza essere pagato, dorme all’aperto e subisce minacce di morte. Una notte riesce a partire dalla Libia su una barca di 6 metri che faticosamente e fortunosamente arriva in Italia il mattino dopo. Da agosto 2015 Demba è in Italia. Questa è solo la storia di uno dei tanti giovani che in questi anni stanno arrivando in Italia. L’intento di queste iniziative è quello di rendere meno estraneo/straniero la persona che arriva da lontano e cercare attraverso la conoscenza reciproca, un modo per far diventare la convivenza un’opportunità da cogliere. (Francesca Terenzoni - Ufficio Migrantes e Centro Missionario diocesano Ferrara-Comacchio)
 
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