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Mercoledì 27 Dicembre 2017 14:19

Migrantes: Papa chiede accoglienza e apertura a partire dai cuori   versione testuale

Città del Vaticano - “Il nostro cuore non sia chiuso come lo furono le case di Betlemme”. La mancata accoglienza, l’assenza di spazi e di posti adeguati per chi ha bisogno, sono alcuni dei concetti forti che Papa Francesco ha scelto di ribadire durante la Messa del Natale e il Messaggio rivolto al mondo intero il 25 dicembre. Il Vangelo lo ha guidato e in esso il faticoso cammino di Maria e Giuseppe “obbligati”, ha detto Francesco, a partire dalla loro terra e ad arrivare a Betlemme sperimentando “l’oscurità di una città che non ha spazio”. Eppure proprio lì “in quella realtà che era una sfida, Maria ci regalato l’Emmanuele”.

Il Vangelo non è un testo decorativo e innocuo, parla della nostra vita
. “Il Papa non ha fatto nulla di particolare”, al contrario di quanto affermato da alcune voci polemiche, “se non gettare la luce del Vangelo sull’oggi”, ha detto alla radio Vaticana il direttore generale della Fondazione Migrantes don Gianni De Robertis. D’altra parte, prosegue, “il Vangelo parla della nostra vita, non è un testo decorativo, innocuo, che ci permette di continuare a vivere i nostri egoismi e a inseguire i nostri interessi”. Il Vangelo ci inchioda alle nostre responsabilità, prima ci inquieta e poi ci consola spingendoci all’amore e alla carità”. Attenzione , sottolinea il direttore Migrantes ai microfoni di Gabriella Ceraso, a chi vuole fare della fede uno strumento di divisione: la fede “non è un'ideologia, ma ci chiama alla conversione”.

Il Papa non parla solo di migranti ma la loro vicenda non si può ignorare
. “Gesù conosce bene il dolore di non essere accolto e la fatica di non avere un luogo dove poter poggiare il capo”, ha detto Francesco nel Messaggio natalizio. “Nelle sue parole c’è molto di più che il riferimento ai migranti e ai rifugiati”: per don De Robertis, il Papa parla di “chiunque non trova posto, nelle città, nella società e soprattutto nei nostri cuori, anche se oggi è impossibile non pensare alla sorte di queste persone”.

Solo nel 2017, fa notare il direttore della Fondazione Migrantes, si stima che nel Mediterraneo siano morte circa 3.500 persone di cui almeno 400 bambini: “mi ha commosso” afferma il sacerdote “che il Papa il giorno di Natale parlando al mondo dalla Loggia centrale di San Pietro, abbia passato in rassegna tutti i bambini sofferenti nei diversi Paesi della terra. Per cambiare le cose con il nuovo anno occorre innanzitutto cambiare il nostro cuore e alimentarlo di amore. Senza questo la sorte di chi scappa e cerca pace e una nuova vita non cambierà nè si troveranno mai soluzioni giuste e adeguate”.

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