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Lunedì 16 Maggio 2016 11:35

Papa: festa dei Popoli "segno di unità e diversità delle culture"   versione testuale
Città del Vaticano - “Che questa festa, segno di unità e della diversità delle culture, ci aiuti a capire che il cammino verso la pace è questo: fare l’unità, rispettando le diversità”. Così Papa Francesco, ieri al termine della preghiera del Regina Coeli, ha volito salutare i partecipanti alla Festa dei Popoli della diocesi di Roma, giunta alla 25ma edizione che si è svolta in piazza San Giovanni in Laterano.
Momento clou della manifestazione – promossa fra gli altri dall’Ufficio Migrantes diocesano – la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione CEI per le Migrazione e della Fondazione Migrantes. nella sua omelia il presule si è chiesto “come possiamo celebrare la festa di Dio senza i migranti. Ed è proprio tra i migranti – ha spiegato -  che vediamo tanti abbandonati in veri campi di detenzione, solo perché sono richiedenti asilo e faticano a trovare i loro diritti…”. Per il presidente di Migrantes il cristianesimo si è sempre posto in contrapposizione al rifiuto dello straniero: “Le diversità devono essere utilizzate come punti di convergenza e di dialogo”, ha sottolineato. Alla festa anche il vescovo armeno di Aleppo, Boutros Marayati. Una “presenza significativa – ha spiegato il direttore Migrante di Roma e Lazio, Mons. Pierpaolo Felicolo, sottolineando come il mondo migrante di Roma ha voluto “abbracciare, attraverso  Mons. Marayati, i fratelli e le sorelle che vivono ad Aleppo e in tutta la Siria sostenendoli in questo tempo di violenza, distruzione e guerra”.
Mons. Felicolo ha quindi evidenziato come questo momento di festa sia una occasione “per incontrarsi, per conoscersi, per entrare in rapporto. E per far conoscere la realtà dell’immigrazione”: “non il 'problema' dell’immigrazione ma la realtà dell’immigrazione”. (Raffaele Iaria)
 
 
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