Giovedì 21 Marzo 2019
Migrantes online
Fondazione Migrantes
 Migrantes online - Archivio articoli - 2019 - Marzo 2019 - 15 marzo - Le voci dell'Italia che emigra: a Torino la presentazione del rapporto Migrantes 
Venerdì 15 Marzo 2019 16:25

Le voci dell'Italia che emigra: a Torino la presentazione del rapporto Migrantes   versione testuale
Torino - “L’Italia ha da sempre avuto la tendenza ad essere distratta rispetto al tema dell’emigrazione dei suoi cittadini all’estero. Oggi che il fenomeno ha un andamento crescente, con numeri significativi, si continua a evitare di parlarne”. Così Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Torino che il 21 marzo modererà l’incontro di presentazione della XIII edizione del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes, che si terrà in via Cottolengo 22, dalle ore 10,45.
“Sulle agende politiche ai primi posti troviamo il racconto distorto di un Paese che può permettersi di chiudere le frontiere alle migrazioni, celando che ogni anno dall’Italia emigrano all’estero più 100 mila cittadini italiani che saranno per qualche altro stato motivo di ansia e di intolleranza, perché stranieri. I dati che verranno presentati il 21 marzo racconteranno di un’Italia al passo con i tempi, di giovani che non si accontentano della precarietà e delle umiliazioni di un sistema economico e sociale che ha perso le coordinate. Dal 2006 al 2018 la mobilità italiana è aumentata del 64,7% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’AIRE a più di 5,1 milioni”. E conclude Durando: “Il linguaggio violento e di odio che emerge oggi nei confronti del migrante è in assoluto inaccettabile. Se poi si raffronta alla realtà dei fatti, diventa persino ridicolo”.
L’incontro del 21 marzo sarà ricco di spunti. Ci sarà l’intervento via Skype di due testimoni privilegiati. Il primo è Marco, un uomo che è stato in giovinezza un frequentatore assiduo dei gruppi Asai, l’Associazione di Animazione Interculturale nata nei primi anni Novanta nel quartiere San Salvario di Torino. Lì è cresciuto in anni in cui la città si confrontava con le prime ondate migratorie extra europee e la sua giovinezza è stata segnata dal racconto del “viaggio” da parte dei coetanei che frequentavano l’Associazione. Marco ha maturato di essere cittadino di un mondo che non ha confini e lasciare la sua città e il suo paese è diventata una tra le scelte di vita possibili. Oggi vive in Svezia, con la moglie peruviana e una bellissima bambina.
Nel corso della presentazione poi interverrà anche il Missionario Migrantes con italiani a Barcellona, don Luigi Usubelli, per raccontare chi sono gli italiani che vivono nella città catalana e che cosa fanno. Secondo gli ultimi dati forniti dal Consolato italiano a Barcellona, il numero degli italiani è in aumento: dal 31 maggio ai primi giorni di dicembre del 2018 sono state eseguite 4.081 nuove iscrizioni Aire, 680 al mese. Delfina Licata, ricercatrice della Fondazione Migrantes racconterà i dati emersi dall’ultimo Rapporto, volgendo l’attenzione alla situazione della regione Piemonte, ottava in Italia per numero di iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), dopo Sicilia, Campania, Lombardia, Lazio, Veneto, Calabria, Puglia. I piemontesi residenti all’estero nel 2017 erano 281.131, il 5,6% del totale degli italiani all’estero. La percentuale dei nuovi iscritti nel 2017 sale a 6,9%: su un totale di 128.193 iscrizioni del 2017, 8.798 riguardano il Piemonte, sesta regione italiana dopo Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Sicilia e Puglia per numero di espatri. Milano, Roma, Genova, Torino e Napoli sono le prime cinque province di partenza.
A dare una lettura diversa e originale del mondo migratorio italiano sarà Eugenio Marino, autore de “Andarsene sognando. L’emigrazione nella canzone italiana”, tra i relatori dell’incontro di presentazione. Marino racconta l’esperienza della migrazione ripercorsa attraverso lo sguardo della musica popolare e impegnata, che ci propone gli stati d’animo e le esperienze dolorose che contraddistinguono questo viaggio, segno indelebile – anche se spesso di fatto sottaciuto e dimenticato – della nostra memoria nazionale, ma allo stesso tempo esperienza che può aiutarci a comprendere, oltre alla nostra identità, cosa può essere l’incontro con l’altro, lo straniero, il diverso.
 
 
stampasegnala