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Mercoledì 20 Giugno 2018 18:20

Sinodo giovani: Instrumentum laboris, risolvere questione dei "minori non accompagnati"   versione testuale
Città del Vaticano - “Tra i migranti, un’alta percentuale è costituita da giovani”. È uno dei dati citati dall’Instrumentum laboris del Sinodo dei giovani di ottobre, che si sofferma sulla questione dei “minori non accompagnati da un famigliare adulto e da quanti arrivano in un Paese straniero in età scolare avanzata”. “Molti rischiano di finire vittime della tratta di esseri umani e alcuni spariscono letteralmente nel nulla”, la denuncia del testo: “Ad essi vanno aggiunti i giovani delle seconde generazioni, che sperimentano difficoltà in termini di identità e di mediazione tra le culture a cui appartengono, particolarmente quando c’è un grande divario sociale e culturale tra il Paese di partenza e quello di arrivo”. “Non c’è ancora un consenso vincolante sull’accoglienza di migranti e rifugiati, o sulle cause dei fenomeni migratori, malgrado il riconoscimento dell’imperativo universale di prendersi cura della dignità di ogni persona umana”, il grido d’allarme: “Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati, e in modo particolare la condizione delle vittime di tratta e sfruttamento, richiedono di attivare percorsi a tutela giuridica della loro dignità e capacità di azione e al tempo stesso di promuovere cammini di integrazione nella società in cui arrivano”. Senza contare “i tanti giovani che continuano a vivere in condizioni di guerra o di instabilità politica”, alcuni dei quali “vengono arruolati a forza o con la manipolazione in gruppi paramilitari o in bande armate, mentre alcune giovani donne vengono rapite e abusate. Coloro che sopravvivono soffrono varie conseguenze psicologiche e sociali”. Oltre all’accompagnamento specifico dei giovani che si trovano a “diventare adulti in contesti di grande violenza”, per aiutarli a superare i traumi subiti, “altrettanto importanti – si legge nel testo – sono i percorsi di riconciliazione a livello locale o nazionale, perché offrono un contesto in cui le vite dei giovani che hanno vissuto violenze anche brutali possono ritrovare e offrire energie preziose per superare divisioni, rancori, vendette”.
 
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