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Giovedì 8 Marzo 2018 15:30

Papa Francesco: incoraggiare gli Stati a concordare risposte efficaci alle sfide delle migrazioni    versione testuale
Città del Vaticano - “Dialogo aperto e sincero con i governanti” per liberare “gli oppressi, gli scartati e gli schiavi di oggi”. Lo ha chiesto questa mattina Papa Francesco incontrando i membri dell’International Catholic Migration Commission (ICMC), in occasione dell’Assemblea Plenaria che si è chiusa oggi a Roma. Per il Papa “la liberazione dei miseri, degli oppressi e dei perseguitati è parte integrante, oggi come ieri, della missione che Dio ha affidato alla Chiesa”. Dopo aver ricordato la fondazione della Commissione voluta da Papa Paolo VI nel 1951 ha sottolineato che oggi “bisogni sono diventati sempre più complessi”, gli strumenti “più sofisticati”, il servizio è diventato “più professionale”, ma la Commissione è sempre rimasta “fedele alla sua missione”, distinguendosi “nella realizzazione, in nome della Chiesa, di un’opera poliedrica di assistenza ai migranti e ai rifugiati nelle più varie situazioni di vulnerabilità”.
“Le molteplici iniziative avviate nei cinque continenti – ha aggiunto il pontefice -  rappresentano declinazioni esemplari dei quattro verbi – accogliere, proteggere, promuovere e integrare – con i quali ho voluto esplicitare la risposta pastorale della Chiesa di fronte alle migrazioni contemporanee”. Da qui l’auspicio che “quest’opera continui, animando le Chiese locali a prodigarsi per le persone che sono state costrette a lasciare la propria patria e che diventano troppo spesso vittime di inganni, violenze e abusi di ogni genere”. “Grazie all’esperienza inestimabile, accumulata in tanti anni di lavoro, la Commissione – ha detto ancora - può offrire un’assistenza qualificata alle Conferenze episcopali e alle diocesi che stanno ancora cercando di organizzarsi per meglio rispondere a questa sfida epocale”. Francesco da quindi all’ICMC il mandato di dialogare con i grandi della terra, perché “per liberare gli oppressi, gli scartati e gli schiavi di oggi è essenziale promuovere un dialogo aperto e sincero con i governanti, un dialogo che fa tesoro dell’esperienza vissuta, delle sofferenze e delle aspirazioni del popolo, per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità” ed ha esortato a “incoraggiare gli Stati a concordare risposte più adeguate ed efficaci alle sfide poste dai fenomeni migratori”. (Raffaele Iaria)
 
 
 
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