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Mercoledì 11 Ottobre 2017 14:15

Papa Francesco: il mondo esige la responsabilità dei cristiani   versione testuale
Città del Vaticano - L'attesa vigilante prima dell'incontro con Gesù. Su questo si è concentrato papa Francesco nell'odierna catechesi in piazza San Pietro proseguendo nel ciclo dedicato alla speranza.
"Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore. Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio. Ogni mattina è una pagina bianca che il cristiano incomincia a scrivere con le opere di bene", ha spiegato il Papa, durante l’udienza, in cui ha ricordato che “noi siamo già stati salvati dalla redenzione di Gesù, però ora attendiamo la piena manifestazione della sua signoria: quando finalmente Dio sarà tutto in tutti”. “Nulla è più certo, nella fede dei cristiani, di questo appuntamento, di questo appuntamento col Signore, quando lui venga”, ha aggiunto papa Francesco: “E quando questo giorno arriverà, noi cristiani vogliamo essere come quei servi che hanno passato la notte con i fianchi cinti e le lampade accese: bisogna essere pronti per la salvezza che arriva, pronti all’incontro”. “Avete pensato voi come sarà quell’incontro con Gesù?”, la domanda di Francesco a braccio: “Sarà un abbraccio, una grande gioia, questo incontro. Noi dobbiamo vivere in attesa di questo incontro”.
"La rassegnazione non è una virtù cristiana. Come non è da cristiani alzare le spalle o piegare la testa davanti a un destino che ci sembra ineluttabile". Lo ha sottolineato papa Francesco all'udienza generale. "Chi reca speranza al mondo - ha spiegato - non è mai una persona remissiva. Gesù ci raccomanda di attenderlo senza stare con le mani in mano: 'Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli'".
Secondo papa Francesco, dunque, "non c'è costruttore di pace che alla fine dei conti non abbia compromesso la sua pace personale, assumendo i problemi degli altri". "Questo - ha scandito il Pontefice - non è un costruttore di pace, questo è un pigro".
 
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