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Mercoledì 13 Settembre 2017 09:35

Frontex: in Italia arrivi dimezzati   versione testuale
Bruxelles - Il nuovo mandato per Triton, la missione di ricerca a salvataggio di migranti nel Mediterraneo guidata dall’Italia, sarà pronto entro due mesi. Ad assicurarlo è stato il direttore di Frontex, l’agenzia di guardie di frontiera e costiera Ue, Fabrice Leggeri, che sta negoziando con l’Italia le modifiche. Leggeri non è entrato nei dettagli, a parte ricordare gli incontri già avuti a luglio con il ministro dell’Interno Marco Minniti a Varsavia (sede di Frontex). Della partita sono tutti gli stati membri coinvolti nella missione (oltre al Belpaese, Finlandia, Norvegia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Romania, Polonia, Lituania e Malta, più, fuori Ue, Islanda, Svizzera e Norvegia). L’Italia ha chiesto di «regionalizzare» il mandato di Triton (in modo da collegarla con le missioni Ue a largo della Spagna e della Grecia) in modo che gli sbarchi di migranti possano essere anche in porti non Ue, per ora però non c’è disponibilità degli altri paesi coinvolti, anche se l’Italia insiste.
Intanto, del resto, i flussi verso l’Italia continuano a diminuire. Secondo gli ultimi dati Frontex, i numeri sono dimezzati tra giugno e luglio, e poi ancora tra luglio e agosto. Nel 2017, ha detto il direttore di Frontex, sono «arrivate in Italia 100.000 persone, ma c’è una riduzione del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». Segno che le azioni dell’Ue e dell’Italia in Libia (e anche in Niger), stanno cominciando a funzionare. Anche se continuano ad arrivare critiche, ieri si è fatto sentire l’Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein. «L’Ue e i suoi Stati membri – ha avvertito – devono garantire che qualsiasi accordo di cooperazione con la Libia rispetti pienamente i diritti e la dignità dei migranti», ricordando che a Ginevra continuano ad arrivare denunce sulla gravissima situazione dei migranti nei campi in Libia. «Lavoriamo sul terreno – è stata la replica di una portavoce della Commissione Europea – con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni proprio per proteggere i migrati ospitati e garantire loro cure mediche. E dialoghiamo con le autorità libiche affinché gli organismi Onu abbiamo accesso ai centri di detenzione». Tornando alle rotte, da segnalare l’incremento di quella verso la Spagna dal Marocco con 14.000 arrivi quest’anno, pari a 2,5 volte gli arrivi del 2016 nello stesso periodo.
Frontex intanto sta nettamente aumentando anche i rimpatri effettuati direttamente dall’agenzia su incarico degli stati membri. «In tre anni – ha spiegato Leggeri – abbiamo moltiplicato di oltre cinque il numero di migranti rimpatriati con il supporto Frontex, e il numero dei voli da noi organizzati è stato moltiplicato per dieci ». Ecco le cifre: fino a settembre, l’agenzia Ue ha organizzato oltre 220 voli, mentre in tutto il 2016 i voli sono stati 232, nel 2015 erano 66, nel 2014 49. Questo vuol dire 10.000 migranti quest’anno, 10.700 lo scorso anno, 5.500 nel 2015 e 2.000 nel 2014. Rimane invece stabile il numero di rimpatri eseguiti direttamente dagli Stati membri, pari a 170.000 nel 2016, circa il 40% delle decisioni. L’Italia, comunque, sta incrementando i rimpatri e rafforzando la cooperazione con Frontex: finora quest’anno (al 4 settembre) l’agenzia Ue ha effettuato dalla Penisola 45 voli per un totale di 1.217 migranti rimpatriati. (Giovanni Maria Del Re)
 
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