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Lunedì 17 Luglio 2017 09:25

Mons. Perego: il rinvio dello Ius soli indebolisce il processo d'integrazione   versione testuale
Roma - Il rinvio dello Ius Soli è  una vittoria dei prepotenti sui piccoli migranti che non hanno voce, una vittoria dell’indecisione, una vittoria dell’ incapacità di risolvere i problemi reali del Paese.  Il diritto in questione non  è un premio ma uno strumento fondamentale di integrazione. 
Dietro questo rinvio c’è la paura di affrontare un tema che certamente divide la società civile, che è, però, in democrazia un tema sul quale i politici non possono che essere responsabili. Si tratta di un provvedimento che riguarda poche migliaia di persone, ragazzi che hanno terminato gli studi, che giocano con i nostri ragazzi, partecipano alla vita delle città. Ci sono genitori che lavorano e sono dentro le nostre comunità. Rinviare ancora lo Ius Soli significa non volere quella cittadinanza attiva dei migranti che è  un tassello della democrazia. E’ questo l’aspetto più deludente di quanto annunciato dal premier Paolo Gentiloni.  È  inconcepibile che su una legge così  semplice ci siano state tante polemiche, che si parli addirittura di caduta del governo. Il rinvio non è che un segnale forte che dimostra la mancanza di coraggio su alcune scelte importanti per il futuro del nostro Paese. In un momento in cui tutti chiedono maggiore integrazione e meno discriminazione, questa battuta d'arresto sull'estensione dello Ius soli invece non fermerà la fantomatica invasione, ma la reale integrazione. (Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale protempore Fondazione Migrantes)
 
 
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