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Venerdì 28 Novembre 2014 11:45

USA: un segno di umanità per gli immigrati   versione testuale
Washington Una scelta coerente con la storia della nazione e la fede cristiana dei suoi abitanti. Così l' episcopato statunitense ha accolto la decisione dell' amministrazione Obama di rinviare il rimpatrio di molti immigrati privi di documenti e delle loro famiglie.
“Come pastori - ha dichiarato il vescovo ausiliare di Seattle, monsignor Eusebio L. Elizondo, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni ripreso dall’Osservatore Romano - accogliamo con favore tutti gli sforzi volti a tutelare le persone e a proteggere e riunire le famiglie più vulnerabili”.
In un messaggio, riportato sempre sul quotidiano della Santa Sede,  monsignor Elizondo ricorda che “abbiamo una lunga storia di accoglienza e di aiuto ai poveri, agli emarginati, agli immigrati e alle persone svantaggiate. Ogni giorno la Chiesa cattolica negli Stati Uniti e tutte le sue strutture di servizio sociale, ospedali, scuole e parrocchie sono testimoni delle conseguenze umane della separazione delle famiglie, quando i genitori vengono espulsi e allontanati dai loro figli o i coniugi divisi l' uno dall' altro. Tutti sanno che abbiamo chiesto al Governo di fare ciò che è nel suo legittimo potere per portare sollievo e giustizia ai nostri fratelli e sorelle immigrati”.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nell' annunciare la firma delle misure esecutive con cui potranno essere regolarizzati circa cinque milioni di immigrati senza documenti, ha precisato tuttavia che “non è un' amnistia di massa. Si tratta di responsabilità e di misure di buon senso. Siamo sempre stati e saremo sempre un Paese di immigrati”.
Il decreto esclude dai rimpatri forzati chi vive negli Stati Uniti da cinque anni o ha figli nati nel territorio americano, garantendo il permesso di soggiorno e il lavoro.
“C' è urgente necessità pastorale di una visione più umana degli immigrati. Auspico - ha detto l'arcivescovo di Louisville, Joseph Edward Kurtz, presidente della Conferenza episcopale - che venga stabilito un procedimento di legge che rispetti la dignità di ogni persona e tuteli i diritti umani”.
 
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