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 Migrantes online - Archivio articoli - 2014 - novembre 2014 - 27 novembre - Papa Francesco: i poveri e i migranti “pellegrini della vita” 
Giovedì 27 Novembre 2014 14:55

Papa Francesco: i poveri e i migranti “pellegrini della vita”   versione testuale
Città del Vaticano - Le grandi città oggi sono “abitate da numerosi migranti e poveri, che provengono dalle zone rurali, o da altri continenti, con altre culture. Sono pellegrini della vita, in cerca di ‘salvezza’, che molte volte hanno la forza di andare avanti e di lottare grazie a un senso ultimo che ricevono da un’esperienza semplice e profonda di fede in Dio”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco ricevendo, nella Sala del Concistoro in Vaticano i partecipanti al Congresso Internazionale della pastorale delle Grandi Città che si è concluso ieri a Barcellona. Per il Papa la sfida è “duplice: essere ospitali verso i poveri e i migranti - la città in genere non lo è - e valorizzare la loro fede. E’ molto probabile che questa fede sia mescolata con elementi del pensiero magico e immanentista, ma dobbiamo riconoscerla, interpretarla e sicuramente anche evangelizzarla. Ma non ho dubbi che nella fede di questi uomini e donne c’è un potenziale enorme per l’evangelizzazione delle aree urbane”.
La città, insieme con la molteplicità di offerte preziose per la vita, ha “un risvolto che non si può nascondere e che in molte città è sempre più evidente: i poveri, gli esclusi, gli scartati. La Chiesa - ha detto Bergoglio - non può ignorare il loro grido, né entrare nel gioco dei sistemi ingiusti, meschini e interessati che cercano di renderli invisibili. Tanti poveri, vittime di antiche e nuove povertà. Povertà strutturali e endemiche che stanno escludendo generazioni di famiglie. Povertà economiche, sociali, morali e spirituali. Povertà che emarginano e scartano persone, figli di Dio. Nella città, il futuro dei poveri è più povertà”.
Serve, ha spiegato il pontefice, il coraggio di portare avanti una "pastorale evangelizzatrice audace e senza timori". "Non possiamo - ha detto - rimanere disorientati, perché tale sconcerto ci porta a sbagliare strada, anzitutto noi stessi, ma poi confonde il popolo di Dio e quello che cercano con cuore sincero la Vita, la Verità e il Senso”.  Da qui il bisogno di “uscire per incontrare Dio che abita nella città e nei poveri. Uscire per incontrarsi, per ascoltare, per benedire, per camminare con la gente. E facilitare l’incontro con il Signore”. (R.I.)
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