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Martedì 3 Luglio 2018 17:00

Ismu: gli ultimi aggiornamenti sulle migrazioni verso l'Europa    versione testuale
Milano - Durante i primi sei mesi di quest’anno sono sbarcati in Italia, Grecia, Spagna e Cipro 45mila migranti. Il flusso verso l’Italia risulta diminuito dell’80% rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso: dal 1° gennaio al 2 luglio 2018 infatti sono sbarcati sulle coste italiane quasi 17mila migranti (mentre nel 2017 furono oltre 84mila). Restano molto significative in termini relativi le presenze di minori non accompagnati tra gli sbarcati: oltre il 16% del totale (2.593 minori soli arrivati tra gennaio e il 25 giugno).
Lo fa notare oggi la Fondazione Ismu in un report aggiornato sulle migrazioni verso l’Europa. Il 2018 segnala in questi nuovi sbarchi un cambio nelle nazionalità: prevalgono i tunisini (3mila persone), gli eritrei, i sudanesi, mentre i nigeriani sono scesi al quarto posto. La decisione del Governo italiano di chiudere i porti sta determinando – scrive l’Ismu – “un aumento importante del numero dei migranti riportati a terra in Libia. L’UNHCR riferisce infatti che nell'ultima settimana, dal 21 al 28 giugno, sono state 2.425 le persone intercettate in operazioni di salvataggio in mare e poi sbarcate in Libia. Il picco è stato toccato il 24 giugno, quando sono tornati in Libia quasi mille migranti in un solo giorno. Sono sempre di più quindi i migranti che rischiano di morire tentando inutilmente di lasciare la Libia”.
Secondo i dati forniti dall’Ismu dal primo gennaio al 2 luglio 2018 sono stati 1.137 i morti e i dispersi nel Mediterraneo, in larga maggioranza sulla rotta centrale dalla Libia verso l’Italia. Da settembre 2015 al 2 luglio 2018 sono stati trasferiti dall’Italia in un altro Stato Membro 12.723 richiedenti protezione internazionale. Si tratta quasi esclusivamente di cittadini eritrei (95% dei casi). Tra i trasferiti 1.168 minori accompagnati e 262 minori soli. I richiedenti protezione internazionale sono stati accolti soprattutto dalla Germania, dove è stato ricollocato il 43% dei migranti.
 
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