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Giovedì 14 Giugno 2018 14:05

Istat: circa 200 le nazionalità presenti in Italia    versione testuale
Roma - Oltre il 50% degli stranieri residenti in Italia è cittadino di un Paese europeo (2,6 milioni di individui), oltre il 30% (1,6 milioni) di un Paese dell’Unione. Tra i cittadini europei, provengono dagli Stati dell’Europa centro orientale non appartenenti all’Ue più di 1 milione di persone. I datiu sono contenuti nel Bilancio Demografico Nazionale dell’Istat. Gli Stati africani sono rappresentati per un ulteriore 21,3%, prevalentemente cittadini di Paesi dell’Africa settentrionale (12,7%) e occidentale (7,3%); più o meno la stessa quota sul totale (20,5%) spetta ai cittadini dei paesi asiatici (oltre 1 milione di persone per entrambi i continenti). Il continente americano conta oltre 370 mila residenti in Italia (7,2%), quasi tutti cittadini di Paesi dell’America centro meridionale (6,9%). Completano il panorama, con percentuali molto esigue, i cittadini dell’Oceania e gli apolidi.
Complessivamente, sono presenti nel nostro Paese poco meno di 200 nazionalità. Le prime dieci cittadinanze in ordine di importanza numerica da sole raggruppano il 63,7% del totale dei residenti stranieri (3.277.759 individui), le prime cinque il 50,1% (2.574.815). La collettività più numerosa è quella rumena con 1.190.091 residenti, il 23,1% del totale. Seguono i cittadini dell’Albania (440.465, l’8,6%), del Marocco (416.531, l’8,1%), della Cina (290.681, il 5,7%) e dell’Ucraina (237.047, il 4,6%).
Le diverse collettività mostrano modelli migratori molto differenti tra loro, con riferimento alla distribuzione sul territorio, alla composizione per genere, alla dimensione dei nuclei familiari e spesso anche all’attività lavorativa svolta nel nostro Paese, tanto che per alcune collettività si parla di vere e proprie “specializzazioni produttive”. Se in generale – si legge nel testo - la presenza straniera si concentra nelle regioni del Centro-nord, non mancano casi particolari, come quello della collettività ucraina che ha una storia migratoria relativamente recente ed è composta per il 78,0% da donne breadwinner. Il 18,3% dei cittadini ucraini risiede in Campania, in particolare nelle zone del napoletano e limitrofe. Vi sono poi collettività di più antico insediamento, come quella filippina, che presenta un rapporto tra i generi molto più equilibrato (le donne sono poco meno del 57%). La distribuzione sul territorio si polarizza soprattutto attorno ad alcune città metropolitane come Roma, Milano, Bologna e Firenze.  Un’altra comunità numericamente importante - e concentrata in alcune zone della Penisola - è quella cinese. Da alcuni poli principali come Milano, Firenze-Prato e Roma, si è nel tempo diffusa ampiamente anche altrove, specie nel Nord-est della dorsale adriatica e nell’area del napoletano. La comunità cinese presenta un rapporto tra i generi equilibrato (le donne costituiscono il 49,6%), ed è solitamente strutturata in famiglie.
Come la filippina, anche la comunità marocchina è di antico insediamento in Italia ma, rispetto alla prima, mostra un’ampia diffusione sul territorio: al Nord (soprattutto al Nord-est), nella costiera nord-adriatica, in Campania e nel Lazio. Gli uomini sono il 53,3%.
I cittadini rumeni, pur essendo presenti lungo tutta la Penisola sono per lo più concentrati nei grandi centri urbani del Centro e del Nord. In particolare un quinto dei rumeni risiede nel Lazio (19,6%) e, di questi, il 79,0% nella provincia di Roma.
La graduatoria dei primi cinque Paesi di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia resta immutata rispetto all’anno precedente; tuttavia, nel corso del 2017 le diverse collettività hanno subito variazioni di entità e a volte anche di segno differenti. Aumentano i cittadini rumeni (+1,8%), cinesi (+3,1%), ucraini (+1,1%), mentre diminuiscono albanesi (-1,8%) e marocchini (-1,0%). Estendendo lo sguardo alle altre collettività straniere con più di 50 mila residenti nel nostro paese, si segnalano soprattutto i cittadini bangladesi, che sono cresciuti del 7,8% rispetto al 31 dicembre 2016 (raggiungendo le 131.967 unità), gli egiziani (+6,0%,119.513 unità), i pakistani (+ 5,5%, 114.198 unità), i cingalesi (+2,9%, 107.967 unità). Aumentano anche i cittadini di diversi paesi africani, principalmente la Nigeria (+19,8%, 106.069) e il Senegal (+4,7%, 105.937). Con riferimento a questo continente, si segnalano incrementi elevati anche per nazionalità meno rappresentate, quali quelle del Gambia (+42,0%, 19.567), del Mali (+29,6%, 19.134), della Costa d’Avorio (+15,7%, 30.271), del Camerun (+9,2%, 14.529). Risulta infine in crescita il numero di Afghani (+4,6%, 11.738). Di contro, diminuiscono i residenti ecuadoriani (-3,3, 80.377), moldavi (-2,8%, 131.814), peruviani (-1,7%, 97.379) e polacchi (-1,4%, 95.727).
Sulla riduzione di residenti di alcune nazionalità di più antico insediamento, oltre alle migrazioni verso l’estero influisce anche l’elevato numero di acquisizioni della cittadinanza italiana, non bilanciato da consistenti nuovi flussi migratori in ingresso.
 
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