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Martedì 9 Gennaio 2018 16:00

Mons. Galantino: non costringere i contenuti del Messaggio di Papa Francesco per la GMM negli angusti confini del dibattito nostrano   versione testuale
Roma - “L’immigrazione rischia di essere ridotta, al massimo, a merce elettorale”. Questa mattina mons. Nunzio Galantino, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio ha voluto sottolineare come il clima “non è dei migliori: manca la possibilità di un confronto sereno, di un dialogo sulle ragioni di chi vuole o non vuole fare qualcosa”.
Il Segretario Generale della CEI ha voluto ricordare che domenica si celebra la 104a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Questo “aiuta a non costringere i contenuti del Messaggio del Papa negli angusti confini del dibattito nostrano. Dove, nella migliore delle ipotesi, il tema della mobilità umana, oltre ad essere ridotta per alcuni a mera merce elettorale, è affrontato in un clima di tifo da stadio. È diventato difficile, se non impossibile – ha spiegato - perfino capire e far capire le ragioni che fanno da sfondo a quello che dice il Papa o alle iniziative messe in atto, da sempre, da parte della Chiesa”. La Chiesa – ha spiegato mons. Galantino - e le sue realtà “non intendono sostituirsi alla politica e alla responsabilità di chi governa. Sono livelli di intervento diversi ma, si auspica, convergenti verso il Bene comune. Il rispetto per l’autonomia della politica non può impedire alla Chiesa di annunziare il vangelo, anche nella parte che riguarda l’attenzione nei confronti di chi è nel bisogno. E non si fa fatica a capire che immigrati e rifugiati sono persone singole e famiglie che sono nel bisogno. Certo, sta a chi governa decidere strategie, livelli di interventi, modalità e politiche di accoglienza attraverso opportune disposizioni legislative. In casi come la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato o in altre circostanze, il Papa offre il suo contributo a partire dal Vangelo e, in genere, dalla Sacra Scrittura”. Per il presule il “rispetto dell’autonomia della politica non può impedire alla Chiesa di annunciare il Vangelo, tutto il Vangelo, anche quello dove c’è scritto: ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’. O stiamo su questa linea, o stiamo fuori”.
 
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