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Martedì 9 Gennaio 2018 14:45

Migrantes Mantova : "negli stranieri l'incontro con Gesù"   versione testuale
Mantova - Il mese di gennaio è caratterizzato da due ricorrenze particolarmente significative: la Giornata della pace (lunedì 1) e la Giornata Mondiale del Migrante (sabato 14). Papa Francesco ha intitolato il messaggio della Giornata della pace Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace, sottolineando quale deve essere lo spirito del cristiano di fronte a questo tema così attuale e
significativo: «Con spirito di misericordia – scrive Bergoglio – abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale». Senza pace, senza superamento degli
squilibri economici e culturali, senza interventi significativi per ridare slancio alle economie e all’agricoltura non ci sarà mai serenità e le persone cercheranno nuovi luoghi dove trovare risposte alle loro aspettative. Il titolo della lettera con la quale il Papa ha voluto caratterizzare la Giornata mondiale del migrante è, invece, Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati. Un invito che presenta aspetti significativi e particolarmente complessi da vivere nella nostra quotidianità. «Ogni forestiero che bussa alla nostra porta – si legge nel testo – è un’occasione di incontro con Gesù Cristo. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria. È una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, saggezza e lungimiranza». Oggi sono più di sessanta milioni le persone che, a vario titolo, si stanno spostando da un Paese all’altro, da un continente all’altro. C’è una migrazione in atto da Nord a Nord che coinvolge giovani con titolo di studio che sono alla ricerca di una migliore condizione sociale rispetto al Paese di appartenenza. Anche Mantova sta conoscendo questo fenomeno. Ma la stragrande maggioranza dei sessanta milioni è costituita da uomini e donne che si spostano da Sud a Nord nella speranza di trovare condizioni di vita più umane per sé e per i propri figli. Queste persone oggi rappresentano veramente gli ultimi, ai quali bisogna aprire le braccia della fraternità e della solidarietà. Come Chiesa mantovana vogliamo accompagnare la Giornata di preghiera e di riflessione dedicata al migrante con due appuntamenti. Il primo sarà venerdì 19 gennaio alle 20.45, presso la sala delle Capriate in piazza Leon Battista Alberti a Mantova: Laura Zanfrini, docente della Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano accompagnerà in una riflessione dal titolo: “Giovani figli di immigrati: una posta in gioco decisiva!”. Abbiamo individuato questo tema partendo dalla considerazione che lo sviluppo di una società è fortemente legato alla sua capacità di innovare, di mettersi in gioco, di scommettere sui processi innovativi e tutto questo ha bisogno di giovani che sappiano coniugare conoscenza e volontà lavorativa. L’età media dei mantovani nel 2016 era di 45 anni, mentre l’età media delle popolazioni attualmente in movimento migratorio è al di sotto dei 20 anni. Pertanto l’idea è quella di capire se i cosiddetti “italiani di seconda generazione” possono essere una risorsa per il nostro territorio. Il secondo appuntamento sarà domenica 21 gennaio alle 11, in duomo, con il vescovo mons. Marco Busca, per riunire attorno alla Parola di Dio e all’Eucaristia tutte le comunità cristiane provenienti dai vari continenti e che da anni vivono, lavorano e risiedono con le loro famiglie nel Mantovano. La proclamazione in più lingue, i canti delle varie comunità etniche che animeranno i diversi momenti della Messa daranno il segno dell’universalità della Parola di Dio e del fatto che nella preghiera non c’è differenza di lingua, di
provenienza, di colore della pelle, di passaporto, di stato sociale. Sarà una grande festa di fraternità e di accoglienza della nostra Chiesa, che si concluderà con il successivo pranzo in Seminario, previsto per le 13. Con questi eventi si vuole dare un piccolo segno di apertura alla fraternità universale, premessa della pace e dello sviluppo dei popoli. (Aristide Pelagatti - direttore Ufficio Migrantes della diocesi di Mantova)
 
 
 
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