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Martedì 2 Gennaio 2018 13:15

Protezione internazionale: sì a 4 istanze su 10   versione testuale
Roma - Il numero di domande di protezione internazionale presentate nel nostro Paese è storicamente inferiore rispetto a quello di persone realmente sbarcate. La forbice tra chi arriva e chi chiede asilo si allarga in modo consistente negli anni delle grandi emergenze umanitarie: il 1999 del Kosovo, il 2011 delle primavere arabe, il 2014 delle guerre nei Paesi del Nord Africa. Un segmento significativo di 'potenziali richiedenti' dunque non presenta domanda di protezione, e questo soprattutto perché, per la maggior parte degli immigrati provenienti dalla Siria o dal Corno d’Africa, l’Italia è solo il primo Stato di approdo verso la destinazione finale in altri Paesi europei. È quanto emerge spulciando il rapporto presentato alcune settimane fa da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e Servizio Centrale dello Sprar, in collaborazione con l’Acnur. I dati, rielaborati dal sito openmigra-tion.org, fotografano anche l’andamento delle istanze presentate dai migranti.
Per quanto concerne gli esiti, nel 2016 le Commissioni territoriali hanno esaminato oltre 91mila richieste, dando esito positivo a oltre il 40 per cento: solo il 5 per cento ottiene lo status di rifugiato, mentre al 14 per cento viene riconosciuta protezione sussidiaria e al 21 per cento è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari. I dinieghi sono oltre il 56 per cento, in aumento rispetto al 2015, quando erano al 50 per cento. Qualcosa di analogo è successo nel primo semestre del 2017: le domande esaminate sono circa 41.400, di cui il 43 per cento con esito positivo (il 9 per cento ottiene lo status di rifugiato, il 10 per cento la protezione sussidiaria, il 24 per cento un permesso di soggiorno per motivi umanitari).
Tanto nel 2016 quanto nel primo semestre del 2017, le richiedenti donne hanno avuto un tasso di accoglienza delle richieste maggiore rispetto agli uomini ed è stato registrato un maggior numero di esiti positivi riconosciuti ai minorenni e agli ultrasessantacinquenni rispetto alle fasce intermedie. Per quanto concerne le aree geografiche, ai migranti originari di America ed Europa nella maggioranza dei casi è accordato un esito positivo, mentre per i migranti provenienti dall’Africa le domande respinte sono circa 6 su 10.
 
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