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Martedì 19 Dicembre 2017 09:20

Como: divieto di distribuzione cibo per i senza tetto   versione testuale
Como - «Vietato distribuire le colazioni ai senzatetto». Questo, in sintesi, è il decreto notificato domenica mattina a Como al gruppo di volontari che, da ben 7 anni, alle prime ore del giorno porta generi di conforto (bevande calde, pane, brioches donate da alcuni fornai e pasticcieri della città) a chi dorme per strada. «Vietato distribuire le colazioni ai senzatetto » perché è un' azione «contraria all' ordinanza del sindaco Mario Landriscina per la tutela della vivibilità e il decoro del centro urbano»: così spiega il 'Gruppo Colazioni' in una lettera aperta resa nota ieri. Infatti dallo scorso fine settimana, e per un periodo di 45 giorni, nella Ztl della città murata e nelle vie limitrofe, compresi i portici della basilica del Santissimo Crocifisso e quelli dell' ex chiesa di San Francesco, vige il provvedimento sindacale che vieta «di bivaccare e di mendicare». «Abbiamo scelto uno strumento amministrativo già adottato in altre città - spiega il sindaco Mario Landriscina, di Forza Italia -. Durante questo periodo di avvicinamento alle festività il numero di questuanti, ma anche di venditori abusivi, aumenta, viste le numerose iniziative e il grande afflusso di persone». Dunque niente cappuccino e brioche per chi dorme per strada... E per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative da 50 fino a 300 euro, oltre - si legge nell' ordinanza - alla «confisca dei mezzi utilizzati per commettere la violazione». Difatti già domenica la Polizia Locale «ha redatto una decina di verbali e sequestrato sei fra cappelli e cartoni usati dai questuanti per chiedere l'elemosina», informano dal Comune. La distribuzione delle colazioni, invece, rientra nella categoria del «bivacco». Domenica mattina i volontari avevano raggiunto i senzatetto sotto il porticato di San Francesco, da cui sono stati allontanati. «Gli agenti - afferma la vice-sindaco Alessandra Locatelli - sono intervenuti su segnalazione di un cittadino». Ma «a continuare a mandare via i poveri non si elimina la povertà, la si amplifica, la si fa diventare un nemico da combattere - riflettono i volontari del 'Gruppo Colazioni' che nel frattempo, con l' aiuto di una parrocchia della città, hanno trovato un' alternativa -. Vorremmo che il Natale fosse occasione per la ricerca di un' umanità più dignitosa». «Dio è nato in mezzo noi povero, profugo ed emarginato - aggiunge il Direttore di Caritas Como, Roberto Bernasconi - e ricordandolo invitiamo il Sindaco a fare un passo indietro. Con queste logiche anche Gesù oggi sarebbe fuori legge...». Senza contare che il Natale rischia di essere «ridotto a fatto meramente commerciale - sottolinea ancora il direttore Caritas -, mentre dovrebbe richiamarci a guardare agli ultimi. Penso alle famiglie in affanno, ai giovani senza prospettive, ai carcerati dimenticati. La risposta non è scacciare i poveri, ma affrontare le povertà a partire dal riconoscere anche le situazioni di illegalità, come il racket presente dietro alcuni mendicanti». (Enrica Lattanzi – Avvenire)
 
 
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