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Sabato 16 Dicembre 2017 13:30

Papa Francesco: offrire a tutti una versione dei fatti il più possibile aderente alla realtà   versione testuale
Città del Vaticano - “Informare correttamente”, “offrire a tutti una versione dei fatti il più possibile aderente alla realtà”. Questo il compito dei giornali aderenti alla FISC, la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici  che oggi, insieme ad una rappresentanza dei giornali aderenti all’Uspi, sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco  nella Sala Clementina, in Vaticano.
Un momento molto sentito dai partecipanti, circa 400, in rappresentanza di 3000 testate, salutati personalmente dal pontefice che per ognuno ha speso una parola.  “Siete chiamati – ha detto il pontefice - a rendere accessibili a un vasto pubblico problematiche complesse, in modo da operare una mediazione tra le conoscenze a disposizione degli specialisti e la concreta possibilità di una loro ampia divulgazione” aggiungendo che la voce di questi periodici “libera e responsabile, è fondamentale per la crescita di qualunque società che voglia dirsi democratica, perché sia assicurato il continuo scambio delle idee e un proficuo dibattito basato su dati reali e correttamente riportati”.
Papa Francesco ha quindi sottolineato come nel nostro tempo, “spesso dominato dall’ansia della velocità, dalla spinta al sensazionalismo a scapito della precisione e della completezza, dall’emotività surriscaldata ad arte al posto della riflessione ponderata”, si avverta “in modo pressante la necessità di un’informazione affidabile, con dati e notizie verificati, che non punti a stupire e a emozionare, ma piuttosto si prefigga di far crescere nei lettori un sano senso critico, che permetta loro di farsi adeguate domande e raggiungere conclusioni motivate”. “Si eviterà di essere costantemente in balia di facili slogan o di estemporanee campagne d’informazione, che lasciano trasparire l’intento di manipolare la realtà, le opinioni e le persone stesse, producendo spesso inutili ‘polveroni mediatici'”.
Per Francesco, lavorare nei giornali aderenti alla FISC significa “sentire” in “modo particolare con la Chiesa locale, vivere la prossimità alla gente della città e dei paesi, e soprattutto leggere gli avvenimenti alla luce del Vangelo e del magistero della Chiesa”.
Elementi che sono “la ‘bussola’ del suo modo peculiare di fare giornalismo, di raccontare notizie ed esporre opinioni”.
Il Pontefice ha sottolineato che “i settimanali diocesani, integrati con le nuove forme di comunicazione digitale, rimangono pertanto strumenti preziosi ed efficaci, che necessitano di un rinnovato impegno da parte dei Pastori e dell’intera comunità cristiana e della benevola attenzione dei pubblici poteri”.
“Si avverte l’urgente bisogno di notizie comunicate con serenità, precisione e completezza con un linguaggio pacato, in modo da favorire una proficua riflessione; parole ponderate e chiare, che respingano l’inflazione del discorso allusivo, gridato e ambiguo”, ha detto il Papa sottolineando come sia importante oggi che, con “pazienza e metodo, si offrano criteri di giudizio e informazioni così che la pubblica opinione sia in grado di capire e discernere, e non stordita e disorientata”.
“La società – ha proseguito – ha inoltre bisogno che il diritto all’informazione venga scrupolosamente rispettato assieme a quello della dignità di ogni singola persona umana coinvolta nel processo informativo, in modo che nessuno corra il rischio di essere danneggiato in assenza di reali e circostanziati indizi di responsabilità”. Da qui l’auspicio  “che non venga meno l’impegno da parte di tutti per assicurare l’esistenza e la vitalità a questi periodici, e che vengano tutelati il lavoro e la dignità del suo compenso per tutti coloro che vi prestano la loro opera”.
 
 
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