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Martedì 12 Settembre 2017 09:45

Papa Francesco: cuore sempre aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria   versione testuale
Città del Vaticano - Si è concluso ieri il viaggio di Papa Francesco in Colombia. Atterrato all'Aeroporto di Ciampino il pontefice è rientrato in Vaticano dopo la consueta tappa alla Basilica di Santa Maria Maggiore per rivolgere il suo grazie alla Madonna "Salus populi romani". 
Durante la consueta conferenza stampa in volo sull'aereo che lo riportava a Roma il pontefice, rispondendo ad una domanda del vaticanista dell'Ansa ha espresso "gratitudine "verso l’Italia e la Grecia, perché "hanno aperto il cuore ai migranti. Ma non basta aprire il cuore. Il problema dei migranti è, primo, cuore aperto, sempre. E’ - ha aggiunto -  anche un comandamento di Dio, di accoglierli, 'perché tu sei stato schiavo, migrante in Egitto' (cfr Levitico 19,33-34): questo dice la Bibbia. Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza". Questo per il pontefice significa chiedersi prima di tutto "quanti posti ho? Secondo: non solo riceverli, ma anche integrarli. Integrarli. Io ho visto esempi – qui, in Italia – di integrazione bellissimi. Quando sono andato all’Università Roma Tre, mi hanno fatto domande quattro studenti; una, l’ultima, che ha fatto la domanda, io la guardavo [e pensavo]: 'Ma questa faccia la conosco…”' Era una che meno di un anno prima era venuta da Lesbo con me nell’aereo. Ha imparato la lingua, e siccome studiava biologia nella sua patria ha fatto l’equiparazione e ha continuato. Ha imparato la lingua. Questo - per Papa Francesco -  si chiama integrare"
Bergoglio ha ricordato che durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico in Svezia ha parlato delle politiche di integrazione della Svezia "come un modello, ma anche la Svezia ha detto, con prudenza: 'Il numero è questo; di più non posso' perché c’è il pericolo della non-integrazione".
Secondo Papa  Francesco, inoltre, "c’è un problema umanitario" chiedendosi se l'umanità prende coscienza delle condizioni di vita dei migranti nel deserto:  "ho visto - ha detto - delle fotografie… Ci sono gli sfruttatori… Lei parlava del governo italiano: mi dà l’impressione che stia facendo di tutto per lavori umanitari, per risolvere anche il problema che non può assumere... Ma [riassumendo]: cuore sempre aperto, prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria".  "E c’è un’ultima cosa che voglio dire, e vale soprattutto per l’Africa. C’è - ha spiegato Bergoglio -  nel nostro inconscio collettivo, un motto, un principio: 'L’Africa va sfruttata'. Oggi a Cartagena abbiamo visto un esempio di sfruttamento, umano, in quel caso [quello degli schiavi]. E un capo di governo, su questo, ha detto una bella verità: 'Quelli che fuggono dalla guerra, è un altro problema; ma per tanti che fuggono dalla fame, facciamo investimenti lì, perché crescano'. Ma nell’inconscio collettivo c’è che ogni volta che tanti Paesi sviluppati vanno in Africa, è per sfruttare. Dobbiamo capovolgere questo: l’Africa è amica e va aiutata a crescere. Poi, gli altri problemi, di guerre, vanno da un’altra parte. Non so se con questo ho chiarito…", ha concluso. 




 
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