Lunedì 20 Novembre 2017
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Venerdì 8 Settembre 2017 09:35

Un "orto di famiglia" per l'integrazione   versione testuale
Catania – “Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita”. Questo antico detto vale ancora oggi e vale pure per i prodotti della terra e la coltivazione. Lo sanno bene gli educatori salesiani dell’Associazione Don Bosco 2000 che presso la "Colonia Don Bosco" di Catania hanno avviato il progetto "Interco-ultura, l’Orto di Famiglia", un orto sociale coltivato dai giovani migranti accolti nella struttura tutto l’anno; un’oasi fiorita se si pensa che i terreni coltivabili sono a due passi dalla spiaggia e dal mare del capoluogo etneo, e ancor più florida per le numerose iniziative volte all’integrazione.
L’idea si fa ancora più interessante, perché chiunque può affittare annualmente un lotto di terreno di 60 metri quadrati e così prendere parte al progetto che mira a valorizzare la presenza di questi giovani e a dargli delle competenze professionali.
Come funziona? Affittato il lotto, si scelgono le colture preferite tra quelle di stagione, cominciando subito dalle autunnali come cavoli, lattuga, cipolle, erbe aromatiche e tanto altro ancora; al contempo si incontra il giovane migrante che si prenderà cura di quell’appezzamento, dando in tal modo valore all’aspetto relazionale ed educativo; nel tempo, da casa, sarà possibile controllare i progressi delle piantine sulle pagine social della colonia, fino al momento della raccolta e del ritiro dei prodotti che non sono trattati chimicamente, interamente biologici e a chilometro zero. (Marco Pappalardo)
 
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